Carceri, Sappe: "Rischio stop per il nuovo istituto di Rovigo"

La struttura polesana sarebbe fuori dal piano carceri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Edifici quasi finiti, strutture interne quasi pronte, però mancano i fondi per arredi ed allestimenti. E' quanto denuncia in una nota il Sappe il primo sindacato di Polizia penitenziaria che sottolineano come la struttura polesana si salva dai tagli governativi alle strutture penitenziarie ma che allo stesso tempo c'è il rischio che non arrivino piu i fondi per completare l'opera.

Di questo aggiunge Donato Capece segretario generale del Sappe - "abbiamo avuto visione del famoso piano carceri che assegna i 228 milioni di euro per i 17 nuovi padiglioni e con sorpresa abbiamo visto che non era presente la struttura veneta". A tutto ciò afferma Capece, è incomprensibile oltre che rischioso e proprio per questo abbiamo inviato una nota urgente alla ministra Severino, chiedendo che faccia luce su questa situazione, perchè spiega Capece - di cattedrali nel deserto in italia ne abbiamo molte e non vorremmo vedere anche quella polesana tra queste.

Dello stesso avviso è segretario generale aggiunto del Lisiapp (libero sindacato appartenenti alla polizia penitenziaria) dr. Luca Frongia, che aggiunge "la nuova struttura penitenziaria sta sorgendo alle spalle della cittadella socio-sanitaria ed occupa un'area di nove ettari e mezzo a ridosso della Tangenziale est. La realizzazione del primo stralcio, iniziato nell'estate 2007 con la posa della prima pietra da parte dell'allora Guardasigilli Clemente Mastella, avrebbe dovuto portare nel 2013 a inaugurare il nuovo penitenziario, capace di 200 posti e suddiviso in sei bracci. "Nel 2013 dovrebbero essere consegnate le opere murarie - conclude Frongia - invece rischiamo di non vederlo nemmeno finito".

 

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