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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Medici di base, le previsioni di Fimmg: quasi un padovano su due senza assistenza

Prospettive drammatiche nel territorio provinciale: entro dieci anni quasi cinquecento medici di famiglia in meno. La soluzione è investire nella formazione e nelle scuole di medicina

Una drastica diminuzione dei medici di base, con cure a rischio per quasi 500mila padovani entro una decina d'anni. Come riporta Il Mattino di Padova, è questo lo scenario che emerge dalle ultime analisi di Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale).

Numeri allarmanti

A causa dell'età media elevata e della scarsità di nuove figure inserite ogni anno nella professione, i 715 medici di famiglia in città e in provincia sono destinati a ridursi sensibilmente. La ricerca stima che entro dieci anni saranno 477 i professionisti in meno e solo una minima parte verrà sostituita. Il dato più preoccupante è che su un totale di 933mila persone, 445mila potrebbero restare senza medico di riferimento per le cure di base.

Le previsioni

La criticità sul territorio padovano sarà particolarmente evidente già fra tre anni, quando nell'area dell'Usl 6 Euganea mancheranno sette medici di base, lasciando scoperti quasi 11mila padovani. In base al calcolo dei pensionamenti e supponendo che i professionisti si ritirino dal lavoro a 68 anni, il dato è destinato a crescere esponenzialmente, fino ad arrivare a cifre da capogiro nel 2028, quando mancheranno 297 medici e quasi una persona su due sarà priva dell'assistenza di base.

Le possibili soluzioni

La carenza è evidente in regione, dove ogni anno si specializzano cinquanta medici di base, numero insufficiente per coprire la domanda. L'unica soluzione sembra essere quella di formarne un numero maggiore, il che si traduce necessariamente in maggiori finanziamenti e borse di studio alle scuole di medicina. Per correre ai ripari è possibile anche aumentare il numero di pazienti per ciascun medico, portandolo dai 1.300 della media odierna al massimo consentito di 1.500. Il saldo rimane però negativo: pur aumentando i pazienti assegnati a ciascun medico e aggiungendo le 182 unità disponibili in graduatoria provinciale e i 50 nuovi specializzati all'anno, in futuro gli ambulatori padovani sembrano destinati ad accogliere sempre più medici provenienti da altre zone.

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