Morte del regista Mazzacurati, Zaia: “Se ne va un veneto che ha saputo leggere nella nostra anima e nella nostra identità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“Un regista che portava dentro di sé e sullo schermo le nostre malinconie, le nostre nebbie, i nostri disincanti, ma anche la nostra vitalità contrappuntata dalle nostre crisi. È stato un grande regista veneto, che del Veneto ha saputo leggere paure e speranze, desideri e dolori, identità e civiltà ma anche gli immensi vuoti dell’anima”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, ricorda il regista Carlo Mazzacurati, scomparso mercoledì.

“Fuori da ogni luogo comune e da ogni deteriore caratterismo – prosegue Zaia – il cinema di Mazzacurati ha saputo rappresentarci come realmente siamo noi, gente veneta. Mazzacurati ha rappresentato una delle eccellenze venete nel settore del video e dell’audiovisivo. Insieme e grazie a lui la Regione Veneto ha costruito i presupposti per un’azione di promozione culturale che si è poi sviluppata negli anni”. “Già nel 199 – ricorda Zaia – Mazzacurati aveva presentato al festival di Venezia, insieme alla Regione Veneto, una serie di testimonianze su alcuni dei più importanti e significativi personaggi della cultura veneta. Un’iniziativa unica in Italia consistita nella produzione, insieme alla Vesna Film, di una trilogia di documentari dal titolo "Ritratti" dedicati al poeta Andrea Zanzotto e ad altri due noti esponenti della cultura veneta contemporanea: Mario Rigoni Stern e Luigi Meneghello. Poi il film “La lingua del Santo”, che nel 2000 proponeva un ritratto del Nord Est attraverso le psicologie di due quarantenni in crisi. Ma fin dall’esordio con “Notte Italiana”, Mazzacurati aveva dato al suo narrare i tempi e la dimensione un po’ surreale delle nosre campagne, delle nostre colline, dei nostri cieli grigi ma ricchi di sfumature e di evanescenze”.

“Altre sue produzioni – riprende Zaia - sono state presentate successivamente anche all’interno di un più articolato progetto "La Regione del Veneto per il Cinema di Qualità" con la finalità di favorire la presenza nei cinema d’essai di una diversificata offerta di opere cinematografiche, di diffondere la cultura del documentario e di valorizzare le opere realizzate da registi e autori veneti”. “Con Mazzacurati se ne va dunque uno dei più raffinati interpreti di quell’anima veneta che ha saputo contraddistinguere e segnare la cultura italiana ed europea nei secoli – conclude il Presidente della Regione – Un regista dal tocco unico e inconfondibile”.

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