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I carri avviati alla demolizione

I carri avviati alla demolizione

Azienda non autorizzata smaltisce a Padova 4mila carri in amianto

Indebito smaltimento di rifiuti tossici pericolosi all'Interporto. Denunciati due dirigenti di Trenitalia Cargo, proprietaria dei mezzi. Ignara di tutto l'azienda vincitrice dell'appalto per la loro demolizione

Così come accade per le autovetture, anche i carri ferroviari al termine della loro vita vengono radiati da uno specifico registro e quindi avviati alla demolizione che solitamente avviene per lotti. Dopo i fatti di Viareggio è stata posta ancor più attenzione allo stato di usura e di manutenzione di tutti i carri ferroviari circolanti in Italia, ed è proprio in questo contesto che la squadra di polizia giudiziaria del compartimento polizia ferroviaria per il Veneto ha trovato alcuni indizi che potevano ricondurre ad un indebito smaltimento di rifiuti tossici pericolosi, nella fattispecie amianto, in siti non autorizzati con il verosimile intento di risparmiare sui costi di demolizione. Protagonista della vicenda è Trenitalia Divisione Cargo proprietaria dei carri in questione, avviati alla demolizione in un impianto con sede all'Interporto di Padova della società Padana Rottami, aggiudicataria di una gara d'appalto per lo smaltimento di 4mila carri del tipo pianale.

CARRI AMIANTO. I sospetti della polizia ferroviaria, con il fermo dell'ultima partita di carri, erano emersi dal fatto che la società Padana Rottami, già conosciuta dagli operatori perché più volte sottoposta ad accertamenti nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti metallici e quindi nota come azienda sempre risultata in regola ed autorizzata allo smaltimento di rifiuti non pericolosi, stesse smaltendo una tipologia di carri ferroviari che, a parer degli agenti, erano attrezzati con alcuni componenti in amianto.

LE INDAGINI. Tali sospetti sono stati ritenuti più che fondati dal sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Padova Francesco Tonon che, assumendo la direzione delle indagini, ha delegato alla polfer una serie di accertamenti operati in sinergia con il personale tecnico della squadra di polizia giudiziaria del tribunale patavino. Dopo alcuni sopralluoghi ed esami documentali che avevano accertato l'assoluta estraneità ai fatti della Padana Rottami, sono iniziati i sequestri dei carri avviati alla demolizione e dei rottami derivanti dalla demolizione, la campionatura dei reperti e le analisi di laboratorio.

L'AZIENDA PROPRIETARIA SAPEVA. Nelle scorse ore, l'esito delle perizie ha confermato la presenza nei carri in questione di materiali compositi in amianto. I documenti sequestrati a Trenitalia Cargo hanno inoltre confermato che l'azienda proprietaria dei carri era a conoscenza dell'esistenza dell'amianto sulla tipologia di carri avviati alla demolizione e che, ciononostante, abbia assegnato l'appalto per lo smaltimento del cospicuo quantitativo di carri alla società Padana Rottami, azienda non autorizzata allo smaltimento di rifiuti tossici, sottoscrivendo un contratto nel quale veniva esclusa la presenza di materiali pericolosi - tossico nocivi nei carri.

DENUNCIATI I DUE DIRIGENTI. Le operazioni di bonifica da amianto sono molto costose. La demolizione è stata così assegnata ad una azienda non autorizzata al trattamento di rifiuti pericolosi che, a sua insaputa, ha lavorato una grossa partita di carri armati con componenti tossici. Per tali fatti, sono stati denunciati a Roma i due dirigenti di Trenitalia Cargo.

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