Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

"Cars Lifting", truffe online sulle auto di lusso: a Padova le manomissioni sui bolidi

Il numero delle persone truffate sale a 1.329, per un giro d'affari di oltre 35 milioni di euro. Ai vertici di una ditta padovana tre degli arrestati. Indagato un meccanico

Oltre 35 milioni di euro evasi, 1.329 persone truffate in 97 province di tutta Italia e 20 persone indagate. È il bilancio dell'operazione "Cars lifting" condotta dalla guardia di finanza di Pordenone e relativa a un giro di truffe sulla vendita online di auto di lusso, che lo scorso marzo aveva portato a cinque arresti. Un meccanico padovano avrebbe materialmente manomesso le centraline per abbassare i chilometraggi, una ditta avrebbe invece gestito le compravendite.

Le truffe

L'inchiesta è stata condotta su delega della procura di Udine, che ha disposto sequestri in Italia e all'estero per più di 5 milioni di euro. Dopo i primi cinque arresti e l'iscrizione di 18 persone nel registro degli indagati, i nuovi dati diffusi dalle Fiamme Gialle fanno salire il bilancio delle attività criminose. Il sodalizio criminale acquistava veicoli in Germania, rivendendoli (attrevarso annunci online su siti estranei ai fatti) come usati in Italia senza assolvere all'obbligo del versamento dell'Iva, che nell'atto di vendita risultava invece regolarmente versata. Un escamotage portato a termine grazie alla compiacenza di alcune società di pratiche auto che hanno mediato con gli uffici del dipartimento dei trasporti terrestri di Treviso, Roma, Latina e Palermo eludendo i dispositivi antievasione. I veicoli venivano inoltre manomessi agendo sulle centraline e abbassandone il chilometraggio per aumentarne il valore. Azioni che sarebbero state commesse in un'officina di Padova da un meccanico di Vigodarzere (indagato) e in una di Fregona nel Trevigiano.I vertici dell'organizzazione si sarebbero inoltre fatti versare caparre e interi pagamenti (fino a 40mila euro) dagli acquirenti senza mai consegnare le auto.

I numeri

Un giro illecito che operava in tutta Italia e che ha fruttato 35.870.000 di cui 7.200.000 di Iva evasa. Il numero dei truffati sale quindi a 1.329, 170 dei quali hanno sporto querela. Quarantacinque quelli individuati nella sola provincia di Padova. Al vaglio degli inquirenti resta il ruolo degli uffici del dipartimento dei trasporti terrestri di Treviso, Roma, Latina e Palermo.

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