Cronaca

Carte credito contraffatte clonate Smantellata rete internazionale

L'operazione della squadra mobile di Padova. 8 i nigeriani arrestati. La gestione avveniva in Gran Bretagna e Stati Uniti. L'utilizzo in Italia: nel Padovano, in Campania, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte

Particolarmente sfruttate erano le biglietterie self-service delle Ferrovie dello Stato, che avevano formalmente denunciato alla polizia una preoccupante recrudescenza di tale fenomeno. Questo uno degli utilizzi documentati dalla squadra Mobile di Padova nell'ambito dell'operazione denominata "Chicago" che ha portato a smantellare una vasta rete composta da cittadini nigeriani dediti alla clonazione e utilizzo di carte di credito contraffatte nonché alla ricettazione dei beni provento di reato.

DA UK E USA ALL'ITALIA. Sono otto gli arresti in flagranza eseguiti durante le indagini. Da quanto ricostruito dalla Mobile euganea, coordinata dal Servizio centrale operativo e dall'Interpol, la gestione della captazione dei dati delle carte di credito e la loro clonazione avvenivano all'estero, in Gran Bretagna e Stati Uniti. Successivamente il gruppo criminale poteva contare su un numero indeterminato di persone residenti in Italia che provvedevano poi al materiale utilizzo delle carte. Le cellule operative sono state individuate nel Padovano, in Campania, in Emilia Romagna, nel Lazio, nel Piemonte.

VIDEO: Le immagini del blitz e degli arresti a Padova

I BIGLIETTI DEL TRENO. L'indagine ha avuto origine da un controllo della polfer nell'aprile 2010 alla stazione ferroviaria di Milano, dove due nigeriane provenienti da Padova erano state trovate in possesso di biglietti risultati acquistati alle biglietterie self-service della stazione euganea con carte clonate. Successivi accertamenti rivelarono fin da subito che il fenomeno dell'acquisto tramite carte clonate e contraffatte non era localizzato o limitato ai confini nazionali ma era parte di un'organizzazione internazionale. Tra i vari modi di spendere i soldi c'era appunto l'acquisto con carte clonate di biglietti ferroviari alle biglietterie self-service, un fenomeno particolarmente attivo su Padova che incideva per il 6% su base locale contro una media dell'1% su base nazionale.

VIDEO1: Carte clonate e acquisti, come funzionava

PAROLE IN CODICE. Le operazioni di hackeraggio, ovvero il captare i dati delle carte di credito dei maggiori circuiti tramite strumenti informatici, avveniva principalmente all'estero, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, da dove poi venivano inviati alle altre cellule operative in Europa e in Italia che provvedevano a contraffare delle banali schede con banda magnetica, anche di quelle in uso come carte fedeltà nei supermercati, su cui con uno skimmer e tramite la programmazione con un computer, venivano clonati i codici rubati al fine di poterle utilizzare. Nelle conversazioni tra i membri dell'organizzazione criminale venivano usati dei termini comuni per indicare invece le carte di credito. I "piatti" o le "pizze" indicavano le carte di credito clonate, e in genere "mamma" stava per il circuito MasterCard, "Victor" per Visa, "Amex" per American Express, "West" per Western Union. Chi aveva il compito di fare acquisti con le carte aveva l'ordine di farlo utilizzando la stessa carta clonata più volte contemporaneamente in più paesi. L'obiettivo era quello di monetizzare il più possibile prima che le carte venissero bloccate dagli ignari possessori - principalmente residenti negli States e Gran Bretagna - che si sarebbero accorti degli anomali prelievi.

SHOPPING NEI CENTRI COMMERCIALI. Oltre agli otto arresti eseguiti in flagranza durante le indagini, sono state inoltre denunciate all'autorità giudiziaria 87 persone, molte con precedenti per droga, prestatisi al nuovo più redditizio e meno pericoloso business. Gli acquisti consistevano anche in 10mila euro al giorno, tra vestiti griffati, prodotti elettronici, realizzati solitamente nei grossi centri commerciali (una 50ina i punti vendita risultati teatro degli acquisti) che poi venivano rivenduti e i cui proventi ridistribuiti tra i membri dell'organizzazione. Idem per l'acquisto dei biglietti ferroviari, acquistati alle macchinette con le carte clonate e poi rivenduti tra i connazionali a prezzo ridotto. 5 i referenti padovani arrestati. Mercoledì mattina sono state eseguite tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, mentre due persone risultano ricercate.

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