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Il cartello diffuso nei luoghi pubblici di Montegrotto

Il cartello diffuso nei luoghi pubblici di Montegrotto

Cartelli anti-bestemmia, il sindaco di Montegrotto ci mette la "faccia"

Bordin ha firmato un'ordinanza e fatto stampare dei cartelli con la sua foto in cui invita frequentatori di luoghi pubblici ad evitare il turpiloquio. Un'iniziativa di "sensibilizzazione" ma che prevede anche multe

Bestemmiare, oltre che un'"usanza" tipicamente veneta di cattivo gusto, spesso presa sottogamba alla stregua di "innocente" intercalare in tanti discorsi rubati al bar sport sotto casa, sintomo di maleducazione e mancato rispetto dell'interlocutore e dei simboli religiosi presi di mira, adesso a Montegrotto Terme è un comportamento bandito, passibile di sanzione amministrativa se commesso in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

L'ORDINANZA E I CARTELLI. Il sindaco Massimo Bordin ha firmato un'ordinanza a fine agosto e fatto stampare dei cartelli in fase di affissione in questi giorni che riportano la sua foto in cui invita ad evitare il turpiloquio con il monito "la bestemmia offende te stesso e chi ti sta vicino". Un'iniziativa di "sensibilizzazione" ma che prevede anche multe da 51 a 309 euro per "chiunque proferisca e/o inciti l'uso alla bestemmia". I cartelli sono stati diffusi per l'affissione negli esercizi pubblici, le strutture ricettive, i contesti ricreativo-formativi culturali-religiosi, gli istituti scolastici, gli spazi delle pubbliche affissioni. Un'iniziativa che non ha mancato di suscitare reazioni in paese tra chi condivide a spada tratta il provvedimento e chi fa spallucce, prendendola più come una boutade mediatica fine a se stessa.

NORME GIÀ IN VIGORE. Non che il primo cittadino abbia inventato nulla che già non esistesse e non fosse normato. Lo sottolinea anche l'ordinanza stessa, ricordando "il particolare carattere oltraggioso che la bestemmia può assumere qualora pronunciata in luogo pubblico o aperto al pubblico soprattutto in presenza di soggetti minori" e che si tratta di "comportamenti vietati da norme già esistenti, ma rispetto ai quali, per il loro particolare disvalore sociale, occorre ribadire il significato intrinseco della relativa misura punitiva prevista" come recita l'articolo 724 del codice penale "Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti", trasformato in illecito amministrativo dall'articolo 57 del decreto legislativo 507 del 1999 per cui "chiunque pubblicamente bestemmia è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da determinarsi nella misura da euro 51 ad euro 309".

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