Cronaca

Padovani in difficoltà: nuove case Ater e task force anti-occupazioni

Il sindaco di Padova Bitonci annuncia la "soluzione provvisoria" messa a punto con l'Ater per fronteggiare l'emergenza abitativa ed evitare tensioni sociali. Restrizioni in arrivo anche su vendita di alcol da asporto nelle piazze del centro e abbattimento fabbricati abusivi nei campi nomadi

Case popolari a Padova e, nel riquadro, il sindaco Bitonci

Si è riunito lunedì il Cosp (Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico) di Padova, che riunisce i rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni locali. Tra i temi affrontati l'emergenza abitativa, la "movida fracassona" in centro storico e l'abusivismo nei campi nomadi. L'amministrazione comunale annuncia inoltre la creazione di una task force per contrastare l'occupazione abusiva di case, dopo i due episodi che si sono verificati nell'arco di una settimana.

20 NUOVI CASE ATER. "Esiste un problema di emergenza abitativa che l'amministrazione non intende nascondere - ha dichiarato il sindaco, Massimo Bitonci, dopo l'incontro - A causa della crisi, molti padovani sono in sofferenza e faticano a pagare l'affitto. Per evitare tensioni sociali e, soprattutto, garantire un tetto alle famiglie padovane in difficoltà, l'Ater e il Comune mettono a disposizione 20 nuovi alloggi. La soluzione è da intendersi provvisoria e motivata da un obbligo morale dell'amministrazione: nessun padovano deve rimanere indietro".

TASK FORCE ANTI-OCCUPAZIONI. "In accordo con il comandante Antonio Paolocci e l'assessore Maurizio Saia sarà costituita una task force anti-occupazioni della polizia locale - ha inoltre annunciato il primo cittadino - La grave crisi economica impone una riflessione: da una parte ci sono numerose situazioni emergenziali, che vanno trattate con discrezione e intelligenza, e risolte salvaguardando il diritto dei proprietari di disporre dei locali che possiedono e degli affittuari morosi, in situazione di momentanea difficoltà, di trovare un alloggio dignitoso. Dall'altra c'è la tendenza, da parte di soggetti clandestini, inoccupati e presumibilmente dediti ad attività illegali - ha continuato l'esponente del Carroccio - di insediarsi in case sfitte e devastarle a danno di proprietari e del vicinato. Nei confronti di questa seconda specie di personaggi, intendiamo procedere con tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione. Le cronache di questi giorni riportano fatti gravissimi".

MOVIDA E NOMADI. "Con prefetto e questore c'è un'ottima intesa. Sia per quanto riguarda la gestione dei campi nomadi, sia sul tema della cosiddetta 'movida' – ha spiegato poi l'assessore Maurizio Saia, che ha partecipato al Cosp con il comandante Antonio Paolocci – Dal prossimo incontro in poi, una rappresentanza della polizia locale parteciperà alla riunione settimanale con le altre forze dell'ordine. Questo è un grande riconoscimento per il lavoro fatto fino ad oggi, oltre che prova della necessità di collaborare tutti insieme per riportare la legalità a Padova – ha chiarito – Come suggerito dal questore, prenderemo dei provvedimenti per regolamentare la movida, garantendo ai residenti il diritto al sonno, ai baristi di fare impresa e ai giovani di divertirsi, senza creare disagi e nel rispetto della nostra città: fra questi ci potrebbe essere il divieto di vendita di bevande alcoliche per asporto nella sola area delle piazze, dopo le ore 20. Quanto ai campi nomadi – ha concluso – passati i 90 giorni dall'emissione dell'ordinanza di abbattimento dei fabbricati costruiti abusivamente, avvenuta all'inizio di ottobre, il Comune procederà, secondo quanto stabilito dalla norma nazionale, all'acquisizione delle aree su cui sorgono e al loro successivo abbattimento".

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