Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Con il denaro riciclato si erano presi 100 appartamenti a Miami

Attraverso società con sede nel Delaware, paradiso fiscale negli Usa, sarebbero riusciti ad acquistare 20 palazzine in Florida, impiegando soldi che arrivavano solo apparentemente "puliti" negli Stati Uniti

Venti società "fantasma" con sede nel Delaware, negli Stati Uniti, dove vigono normative particolarmente "elastiche" in materia fiscale. Una ventina di palazzine per un totale di cento appartamenti a Miami, in Florida, acquistati con denaro riciclato.

21 ACCUSATI. Nel mirino degli investigatori, come riportano i quotidiani locali, sarebbero finite 21 persone, di cui 8 avrebbero tenuto le fila dell'operazione illecita, altre 13 risulterebbero invece indagate per dichiarazione infedele dei redditi. Ancora, gli inquirenti starebbero verificando la posizione di altri 7 soggetti.

L'INZIO DELLE INDAGINI. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Benedetto Roberti, e affidata alla Guardia di Finanza di Piove di Sacco, sarebbe iniziata due anni orsono, dopo l'arresto, per usura ed estorsione, di un pasticciere di Piove.

L'INCHIESTA. Le fiamme gialle, a seguito di controlli, perquisizioni ed intercettazioni telefoniche (spesso gli scambi di informazioni sarebbero avvenuti via Skype proprio per evitare le intercettazioni, ma il "trucco" non sarebbe servito), sarebbero riusciti a ricostruire il quadro di un sistema di evasione fiscale, che avrebbe permesso ai partecipanti all'operazione di acquistare, con denaro riciclato, cento appartamenti a Miami.

CHI C'ERA DIETRO. A capo della frode fiscale, un gioielliere di Arzergrande. Alle otto persone accusate di avere tenuto le redini dell'operazione illecita, sono state notificate le misure di custodia cautelare.

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