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Cronaca

Caso Favero, pazienti dirottati al privato: pm chiede 9 mesi per il suo "braccio destro"

Dopo il patteggiamento ad un anno del docente di Implantologoia accusato di abuso d'ufficio, l'attenzione si sposta sul suo "aiutante". Il legale difensore chiede l'assoluzione

Il pubblico ministero Sergio Dini ha chiesto la condanna a 9 mesi per medico 50enne di Teolo "braccio destro" del professor Gian Antonio Favero, 65enne docente di Implantologia al Bo ed ex direttore della clinica odontoiatrica dell'Azienda ospedaliera di Padova, accusato di abuso d'ufficio con l’aggravante di un vantaggio patrimoniale di rilevante entità.

COMPLICE.

Come riportano i quotidiani locali, il 50enne accusato di abuso d'ufficio, secondo l'accusa avrebbe aiutato il professore dal 2008 al 2012 a portare i pazienti dell'ospedale nel privato: un modo facile per avere avanzamenti di carriere e uno stipendio più elevato. L'avvocato difensore ha sottolineato come fosse in realtà Favero a decidere tutto chiedendo l'assoluzione del suo assistito. L'udienza è stata rinviata al 9 gennaio prossimo.

"STRISCIA LA NOTIZIA"

Intanto il profe Favero, in Corte d'Appello a Venezia, ha patteggiato un anno con la sospensione della pena e dovrà versare 100mila euro a favore dell'azienda ospedaliera. Il caso del professore era finito sotto le luci della ribalta dopo che, nel dicembre 2012, la trasmissione satirica di Canale 5, "Striscia la Notizia", aveva ipotizzato che il dentista, originario di Oderzo (Treviso) ma residente a Jesolo (Venezia), avesse collaudato un fitto e remunerativo sistema, dirottando oltre cento pazienti dall'azienda ospedaliera patavina ad ambulatori privati.

LA VICENDA GIUDIZIARIA.

Dopo il servizio, l'Azienda ospedaliera aveva presentato un esposto in Procura, cui erano seguite le dimissioni di Favero da direttore della clinica odontoiatrica di Padova. Il docente, sospeso dall'insegnamento nell'aprile 2013, venne condannato in primo grado, nel luglio dell'anno successivo, con rito abbreviato, a due anni e due mesi di reclusione, e al risarcimento di 500mila euro all'ex datore di lavoro. Nel maggio 2015, venne rigettato un secondo procedimento disciplinare nei sui confronti e il consiglio di amministrazione dell'università di Padova riassegnò a Favero la cattedra. Nell'ottobre 2015, la Corte d'Appello lo scagionò da ogni accusa. Lo scorso febbraio invece la Cassazione aveva annullato il verdetto di assoluzione.

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