Caso Tiveron: esperti smontano perizia del direttore di Medicina Legale, la procura apre nuovo fascicolo

L'autopsia, che il direttore dell'Istituto, il prof. Montisci, non avrebbe dovuto effettuare perché non di turno, smontata pezzo per pezzo da cinque luminari: Tiveron non è morto d'infarto prima d'essere travolto dall'auto blu della Regione

La vittima, Cesare Tiveron

Una camera di consiglio durata cinque ore, lo riporta il Corriere del Veneto, nella quale si è discusso del caso di Cesare Tiveron. Il 72enne è rimasto ucciso dall’auto blu della Regione, in cui viaggiava il direttore generale della Sanità veneta, Domenico Mantoan e guidata dal suo autista. II 13 settembre del 2016, l’autista di Mantoan, Angelo Faccini, compie un’inversione a U e travolge Tiveron che sopraggiunge in scooter.

Autopsia

L’autopsia che avrebbe dovuto essere svolta da un collega, viene effettuata invece personalmente effettuata dal professo Massimo Montisci, direttore dell’unità complessa di Medicina Legale e Tossicologia di Padova. Nel referto dell’autopsia è scritto infatt che Tiveron è stato colto da infarto qualche frazione di secondo prima di schiantarsi sull’auto, escludendo quindi che Faccini sarebbe colpevole di omicidio stradale.

Famiglia

La famiglia Tiveron è seguita dall’avvocato Pietro Sartori nel procedimento penale e dagli avvocati Vieri e Francesca Tolomei in quello civile. Il pm ha portato il caso davanti al gip Elena Lazzarin, che ha nominato cinque luminari per analizzare la perizia.

I luminari

E in cinque hanno dimostrato la che la tesi di Montisci è errata, non ha fondamento, tanto che ora gli atti sono in procura e sulla perizia del direttore di Medicina Legale è stato aperto un nuovo fascicolo. Tutti luminari della disciplina quelli che hanno preso in esame la perizia: Carlo Vosa, cardiochirurgo, Antonio Perna, anatomoistopatologo, Pietro Tarsitano, medico legale, Vincenzo Santomauro, cardiologo, Pascale Basilicata, tossicologa forense.

Contestazioni

Il professoressor Pascale Basilicata ha dichiarato che i macchinari usati da Montisci per le analisi non sono più a disposizione degli ospedali da prima degli anni 2000, il medico legale Pietro Tarsitano ha riferito che non basta dire, come ha scritto Montisci, che il corpo non mostrava lesioni, bisognava guardare ai vestiti di Tiveron, procedura di prassi e che  in questo caso non è stata eseguita. 

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Giallo

Anche la spiegazione su come si sia procurato le fratture costali, la vittima, sono state smontate:  Montisci ha attribuito il danno al massaggio cardiaco, ma le costole rotte sono quelle di destra e il cuore, invece, sta a sinistra. Senza risposta il giallo delle fotografie che il consulente del pm disse di aver fatto al deceduto, ma che non appaiono nella relazione del professor Montisci. Altra anomali è quella dei 44 vetrini (ovvero analisi) fatturati alla procura, quando invece i campioni analizzati e stato stabilito essere 25.

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