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Cassa peota "sospetta" all'Ulss 15 di Cittadella: 3 persone denunciate e 2 direttori di banca segnalati

Secondo la Guardia di Finanza, dal 2000 al 2013 hanno movimentato somme per un milione 500mila euro su 4 distinte banche, senza che i responsabili antiriciclaggio degli istituti di credito si siano mai insospettiti

La Guardia di Finanza di Padova ha concluso un’operazione “antiriciclaggio” nei confronti della “cassa peota” tra i dipendenti dell'Ulss 15 di Cittadella. L’attività è scaturita dall’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette inviate dall'Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, che evidenziavano l’anomala movimentazioni dei conti correnti di 3 cittadellesi.

INGENTE GIRO DI SOLDI. Secondo quanto emerso dalle indagini delle fiamme gialle, S.M., 63 anni, L.F., 62 anni e D.G., 59 anni, in qualità di promotori di una cassa peota tra i dipendenti dell'Ulss 15 di Cittadella, dal 2000 al 2013 hanno movimentato somme per circa un milione 500mila euro su 4 distinte banche, senza che i responsabili antiriciclaggio degli istituti di credito si siano mai insospettiti. Sospetti, invece, che secondo gli investigatori del nucleo di Polizia tributaria erano più che fondati, anche in considerazione del fatto che l’associazione era nata tra i dipendenti dell’ospedale di Cittadella per accantonare “piccole somme” per “piccoli risparmi al riparo da pericoli o da imprevisti”. In considerazione di tali finalità, l’Ulss 15 aveva anche concesso l’autorizzazione, tanto che la raccolta delle somme avveniva in un ufficio nell’ospedale di Cittadella, messo a disposizione dell’associazione.

CASSA PEOTA COME UNA BANCA. L’entità delle movimentazioni è stata tale da destare il sospetto negli investigatori che non si trattasse proprio di “piccolo risparmio”, ma che ci si trovasse di fronte ad un’organizziamone professionalmente strutturata che, di fatto, svolgeva una vera e propria attività bancaria. In tale ambito è stato anche esaminato il comportamento tenuto dai responsabili di 2 filiali di banca - E.F., 55 anni e M.C., 59 anni - che, in tutti questi anni, non hanno mai comunicato all’Unità di informazione Finanziaria tali flussi di denaro. Gli stessi sono stati, pertanto, segnalati alla Banca d’Italia per l’irrogazione delle relative sanzioni. Le indagini proseguono con la ricostruzione della posizione patrimoniale dei singoli che, ufficialmente, risultano dichiarare redditi medio-bassi.

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