Catapano, la camorra non c'entra nulla

di Giuseppe Catapano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Mi corre l'obbligo di chiarire i fatti relativi alle vicende giudiziarie che mi vedono coinvolto.

Tanto soprattutto a seguito della fuorviante campagna diffamatoria messa in atto in mio danno da alcune testate giornalistiche del nord Italia.

È pur vero che sono sottoposto per alcuni delitti di bancarotta fraudolenta a procedimento penale pendente presso la A.G. di Padova, ma è altrettanto vero che non ho mai avuto contatti con la criminalità organizzata.

Eppure, incredibilmente, su alcuni quotidiani , sono stato appellato come "camorrista".

Tutte le notizie pubblicate sul mio conto sono in parte false, in parte imprecise.

A prescindere da dette sia pur censurabili imprecisioni di cui dirò in seguito, non è assolutamente tollerabile il contenuto diffamatorio degli articoli che mi associano alla malavita organizzata. In alcuni , nell'indicare la riproduzione fotografica del volto di chi scrive, si afferma: Giuseppe Catapano, camorrista".

Io non posso immaginare da quale fonte provenga la notizia sulla mia presunta appartenenza alla camorra.

Fatto è che essa è una notizia del tutto falsa e che risulta fortemente lesiva della mia reputazione.

Sono un imprenditore e libero professionista che non ha mai riportato una condanna per camorra, né è stato mai sottoposto a procedimenti penali (tantomeno indagato) per fatti con implicazioni mafiose.

La trasparenza che mi contraddistingue mi consente di rendere pubblico il mio certificato penale .

Anche la notizia, secondo la quale "…la DDA di Napoli ha individuato, tra le persone arrestate a Padova, alcuni esponenti del clan Gionta di Torre Annunziata", è del tutto falsa.

Invero, nessuno degli arrestati è mai stato implicato in fatti di camorra.

L'equivoco, ingenerato (mi consenta il termine) dalla quantomeno superficiale trattazione della notizia da parte dei giornalisti redattori dell'articolo, può aver trovato origine proprio nell'iniziale contestazione della c.d. aggravante mafiosa, la quale, come si evince dal medesimo testo dell'articolo in oggetto, è stata subito esclusa.

Più precisamente, essa si fondava sul fatto che uno degli arrestati a Padova (peraltro, dipendente pubblico presso la Regione Campania) è lontano parente di un soggetto che, questa volta sì, è stato ritenuto appartenente alla criminalità organizzata di stampo mafioso.

Su tale ipotesi si è espresso il Gup di Napoli - Dr.ssa Cimma - (sentenza del 22/12/11), il quale, addirittura in via incidentale rispetto ad una questione di incompetenza per territorio sollevata dalla difesa (il che dà l'idea della pochezza dell'ipotesi accusatoria) non solo ha escluso che tutti i soggetti arrestati a Padova avessero un qualsivoglia collegamento con la camorra, ma ha anche stabilito che nessuno degli episodi delittuosi per cui è processo a Padova sono stati commessi con il c.d. metodo mafioso.

Siffatta sentenza oggi è definitiva.

Per queste ragioni, sto richiedendo una puntuale ed immediata rettifica di quanto scritto negli articoli .

Infatti, l'illecito accostamento del mio nome alle parole "camorra" e "mafia" rappresenta un'operazione capziosa (forse volta a spettacolarizzare la notizia) e che non si poggia su alcun dato realmente accaduto; anzi, contrasta con l'unico accertamento certo e, segnatamente, con quello operato con la citata sentenza del Gup di Napoli che ha escluso ogni collegamento dei soggetti arrestati a Padova con clan mafiosi.

Non finisce qui!!!

Le censurabili imprecisioni di cui ho parlato in precedenza rappresentano qualcosa in più rispetto ad una notizia divulgata in modo inesatto.

Vorrei che sia pubblica che la sentenza di patteggiamento, di cui si tratta in alcuni articoli, è stata annullata senza rinvio dalla Corte Suprema di Cassazione (sentenza del 30/05/12); per cui, oggi, il processo pende ancora in fase di udienza preliminare.

Pertanto, allo stato non vi è nessuna condanna, né un processo in corso visto che non vi è stato (e non si sa se vi sarà) alcun rinvio a giudizio.

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