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Una "pantera" dei carabinieri

Una "pantera" dei carabinieri

Gruppo Catapano, via al processo: cinque le persone “offese” nel Padovano

Il 15 settembre si apre l'udienza preliminare del processo Catapano. Cinque le persone, considerate parti lese, che facevano da curatori fallimentari all'attività illegale della holding campana legata alla famiglia Gionta

La direzione distrettuale antimafia di Napoli ha impugnato il caso Catapano. È fissata per giovedì 15 settembre l’udienza preliminare del processo, che vede implicati gli imputati dell’omonimo gruppo campano. Visti i termini di custodia cautelare in scadenza martedì 27 settembre, dopo aver visionato la richiesta di rinvio a giudizio, il giudice di turno ha ravvisato l’urgenza a procedere con l’iter giudiziario.

PARTI LESE. Sono 5 le persone “offese” tra Padova e provincia, identificate dall’autorità giudiziaria. Si tratta di Gabriele B, Mattia S., Marcello D., Remo D. e Anna P., parti lese all’interno del processo. Tutti assolvevano il ruolo di curatori fallimentari. In pratica, amministravano il patrimonio post fallimento sotto la supervisione di giudice delegato e comitato dei creditori.

FAMIGLIA GIONTA. La holding campana, scoperchiata lo scorso 28 marzo dai carabinieri di Padova, favoriva entità camorristiche orbitanti attorno alla casata dei Gionta di Torre Annunziata (Napoli). A queste cosche, i membri del clan Catapano destinavano beni mobili o immobili rilevati dalle imprese fallite.

CAPI D’IMPUTAZIONE. Gli imputati sono accusati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Una serie di condotte criminose realizzate con la compiacenza di titolari di aziende in grave difficoltà finanziaria o in palese stato d’insolvenza.

IL GRUPPO CATAPANO. È un marchio che raggruppa altre 9 società attive nei seguenti settori: finanza, immobiliare, consulenza aziendale, editoria e merchant banking. Tale nucleo imprenditoriale presidiava la rinascita di nuove ditte al posto di quelle “decotte” e l’istituzione d’imprese domiciliate all’estero per smembrare aziende italiane finite sul lastrico.

“SVUOTAMENTI” AZIENDALI. Come agivano Catapano e soci? Procedevano allo “svuotamento” dell’attivo di ditte schiacciate dalla crisi economica per trasferirlo a società estere costituite ad hoc, oppure cedendo le aziende a organizzazioni terze con sedi fittizie, rappresentate legalmente da un prestanome.

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