Cronaca Montà / Via Due Palazzi

Carcere, ancora cellulari nascosti "Sistema penitenziario vulnerabile"

Il Sappe, ad una settimana dalla perquisizione nelle celle di Padova, che portò al rinvenimento di telefonini, chiavette usb e una siringa, torna a protestare contro la "vigilanza dinamica": "La sicurezza non esiste più"

Ancora telefoni cellulari in carcere, ma anche punteruoli e grappa artigianale. È quel che ha trovato, venerdì, la polizia penitenziaria nel corso di una perquisizione nelle celle della casa di reclusione di Padova, ad una settimana esatta da un'analoga operazione dei caschi azzurri, in cui erano stati rinvenuti altri cellulari e una chiavetta usb per navigare in internet. A darne notizia è il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Sappe, Donato Capece.

OGGETTI OCCULTATI IN CARCERE. Sono stati rinvenuti altri due cellulari, non più in cella ma nell'ex ufficio degli agenti all'interno della sezione, "comunque di libero accesso a qualsiasi detenuto della sezione detentiva a regime aperto". Oltre ai telefonini, un tubo modificato a forma di punteruolo (atto ad offendere). "Difficile capire chi siano gli autori di tale occultamento di oggetti non consentiti - spiega Capece - nella stessa occasione, sono stati trovati diversi litri di grappa artigianale, prodotta sempre da detenuti. È evidente ormai che in un contesto di detenzione a vigilanza dinamica la sicurezza non esiste più ed è altrettanto palese che determinati detenuti possono, con l'ausilio di telefono cellulare, godere di appoggio esterno e questo - dichiara - preoccupa moltissimo il personale di polizia anche nell’ipotesi di eventuale trasferimento (traduzione) di detenuti di un certo calibro".

CONTRO "VIGILANZA DINAMICA". Il Sappe punta il dito proprio contro il sistema della “vigilanza dinamica” e del regime penitenziario "aperto" che è in atto al Due Palazzi: "Tenere i detenuti fuori dalle celle tutto il giorno a non far nulla è una scelta assurda e pericolosa. Non a caso il Sappe, da subito, propose che i vari progetti sui circuiti penitenziari venissero ratificati dai vertici del Dap, dal direttore del carcere e dalla competente magistratura di sorveglianza mediante l’apposizione in calce delle rispettive firme, che diano vita, questo sì, a un 'patto di responsabilità', o meglio di corresponsabilità davanti a ogni autorità giudiziaria, tra il livello di amministrazione centrale, regionale e periferico".

SISTEMA "VULNERABILE". “Tanti, troppi i telefoni cellulari trovati e sequestrati in carcere, non solo a Padova. Queste situazioni dovrebbero far riflettere la nostra amministrazione circa la vulnerabilità del nostro sistema penitenziario. Basterebbe invece pensare ad alcune soluzioni rapide ed efficaci, come la possibilità di schermare gli istituti penitenziari per neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e la possibilità di dotare tutti i reparti di polizia penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale”.

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