Violenza sulle donne, le strutture di supporto sostenute dal Comune

Centro antiviolenza, Sportello donna, Casa di fuga per donne vittime di violenza, Casa di seconda accoglienza: ecco una sintesi dell’attività

Dal Centro Antiviolenza, gestito dal Centro veneto progetti donna, allo Sportello donna di piazza Capitaniato, dalla Casa di fuga per donne vittime di violenza, alla Casa di seconda accoglienza. In base alla legge regionale (5/2013, art. 4 par. 6), gli accessi alle due strutture di accoglienza sono a cura del Centro veneto progetti donna – Centro antiviolenza, che ne decide le priorità. Per tutte le strutture l'Amministrazione comunale partecipa ai bandi indetti della regione Veneto per ottenere contributi annui di varia entità. Per l'anno in corso, anche la Fondazione Cassa di Risparmio ha stanziato una quota a parziale copertura delle spese di gestione delle case.

STRUTTURE PER L'AIUTO ALLE DONNE. "I tantissimi e continui casi di femminicidio ci indicano che la violenza sulle donne è ormai un'emergenza sociale che deve essere affrontata sia dalle donne che dagli uomini - commenta l'assessore al Sociale Vera Sodero - Il nostro obiettivo deve essere quello di educare i più giovani al rispetto delle donne perchè l'amore non può e non deve uccidere". Ecco nel dettaglio una sintesi dell’attività svolta dalle strutture.

CENTRO ANTIVIOLENZA. È gestito dal Centro veneto progetti donna. Il Centro antiviolenza ha sede in un edificio di proprietà comunale. È finanziato dall'Ulss 16 tramite una convenzione, il Comune sostiene parzialmente le spese tramite contributi e ha concesso i locali di via Tripoli. Il Centro è riconosciuto dal ministero e dalla regione Veneto. Risponde al 1522 per il territorio padovano e ha attivato anche il numero verde gratuito 800 81 46 81. È in rete con i servizi sociosanitari provinciali ed è in costante contatto con le forze dell'ordine, per le quali è anche referente in materia di stalking. Lo scorso anno ha accolto più di 800 donne.

SPORTELLO DONNA. Lo Sportello donna è situato in piazza Capitaniato ed è dato in gestione al Centro veneto progetti donna dal 2006. Per lo Sportello vengono impegnati 20mile euro all’anno. Lo Sportello dà informazioni in qualsiasi ambito della vita della donna, dal lavoro alle politiche famigliari alla salute. È punto di riferimento per i casi di violenza, prima di arrivare al Centro antiviolenza. È in rete con gli enti pubblici e le strutture sanitarie. L'utente viene accompagnata, ove necessario, nei contatti con i servizi sociali, con i servizi sociosanitari, con le associazioni del privato sociale; viene inoltre fornita consulenza legale e psicologica gratuita, viene dato aiuto in caso di compilazione di pratiche amministrative, viene svolto accompagnamento nella ricerca di un lavoro. L'anno scorso le donne che si sono rivolte allo Sportello sono state 352, nei primi sei mesi di quest'anno sono state 149, la maggioranza in entrambi i casi era di nazionalità italiana.

CASA DI FUGA PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA. Ospita donne singole o con figli minori (nella maggior parte dei casi). Per la Casa l'amministrazione comunale effettua un impegno annuo di 120mila euro, che comprende, oltre al vitto, alle spese di acquisto di beni di prima necessità per le ospiti e il loro figli e alla gestione operativa, anche la spesa delle operatrici per l’accompagnamento delle donne ai servizi, il supporto psicologico e legale, l’accompagnamento dei figli minori a scuola (di solito le donne non possono accompagnarli per motivi di sicurezza), alle attività extrascolastiche e allo spazio neutro. Qui le donne possono essere ospitate per 4-6 mesi. La casa ha un vincolo di destinazione decennale d’uso sull’immobile. Nel 2014 sono state ospitate 1 donna senza figli e 9 donne con 15 figli minori che si trovavano in gravi situazioni di violenza intrafamiliare. Dal primo gennaio 2015 al 30 settembre 2015 la Casa ha accolto 4 donne con 6 figli minori.

CASA DI SECONDA ACCOGLIENZA. Si tratta di due appartamenti collegati tra loro in un’unica residenza, acquistati dal Comune con il contributo della regione Veneto e della Fondazione Cassa di Risparmio e dati in gestione alla Croce Rossa, che ne sostiene tutti i costi. A questa casa solitamente arrivano le donne provenienti dalla Casa di fuga, o donne che per esigenze diverse possono accedervi senza transitare prima dalla Casa di fuga. La seconda accoglienza prevede un periodo di ospitalità di 6 mesi circa, durante i quali la donna viene accompagnata all’inserimento lavorativo e sociale.

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