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Adriano Cestrone e l'ospedale di Padova

Adriano Cestrone e l'ospedale di Padova

Cestrone nei guai per gli appalti della mensa in ospedale a Padova

L'ex direttore generale è tra i nomi che compaiono nell'indagine della Corte dei Conti di Venezia per l'affidamento del servizio alla Serenessima di Vicenza. Presunto danno erariale di 12 milioni e 674 mila euro

Pasti in mensa costati un presunto danno erariale da 12 milioni e 674 mila euro. Un'inchiesta della Corte dei Conti di Venezia su una serie di affidamenti relativi alla ristorazione dei pazienti dell'ospedale di Padova in favore della Serenissima di Vicenza vede tra i 40 nomi di manager coinvolti anche quello dell'ex direttore generale dell'azienda ospedaliera del comune euganeo, Adriano Cestrone. Appalti che sarebbero stati affidati bypassando le regole di gara.

LA GARA, GLI ESPOSTI. Tutto nasce da una serie di esposti di un sindacalista della Cgil che aveva rilevato come inizialmente fosse stata indetta una gara d'appalto ma che "in corso d'opera" due delle tre concorrenti si erano ritirate. A quel punto Ulss e azienda ospedaliera avrebbero dovuto decidere se affidarsi alla Serenissima, come è avvenuto, o indire un nuovo concorso. Per la sanità padovana, la Serenissima nel 2010 aveva realizzato a Boara Pisani il centro cottura più grande d'Italia, capace di sfornare 30mila pasti giornalieri e dare lavoro a 250 dipendenti. Per Padova il bando è fino al 2018 per pazienti e dipendenti per un valore complessivo di 152 milioni di euro. La Serenissima, oltre a Padova, fornisce servizi anche ad altre 30 strutture sanitarie sparse in tutto il Veneto.

CESTRONE. "Non sono a conoscenza di nulla di concreto per il momento - ha commentato Cestrone - Sono in ferie e ritengo che sia il solito sistema di questo Paese dove prima si sputtana la gente sui giornali e poi si fa luce. Per me le cose sono state fatte regolarmente, non è vero che è stato dato l'appalto in maniera diretta, abbiamo fatta la gara, tutto secondo procedura. Io non posso contestare cose che non so, contesto di sapere dai giornali queste cose. Di certo ho la coscienza assolutamente pulita, ho fatto tutto in maniera trasparente nell'interesse collettivo e so che quel fascicolo è stato preso varie volte in mano e non è successo niente. Purtroppo è il classico modo di fare sudamericano. Quando ero dg avevo già consegnato tutta la documentazione alla Guardia di finanza - ha concluso - poi non so cosa sia successo. Di certo darò tutto al mio avvocato e vedremo quanto costerà questa cosa allo Stato e vedremo anche alla fine chi avrà ragione".

"FUORI DALLA COMMISSIONE SUL NUOVO OSPEDALE". "Credo che almeno per pudore, oltre che per prudenza, il sindaco Massimo Bitonci dovrebbe sospendere Cestrone cautelativamente dalla commissione messa in piedi per cercare di trovare un motivo valido per non costruire un nuovo ospedale - commenta il presidente nazionale di Federcontribuenti Marco Paccagnella - Mantenere il vecchio presta il fianco, più o meno consapevolmente a sprechi e rendite di posizione inefficienti di piccoli interessi non sempre legittimi".

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