Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca Zona Industriale / Corso Stati Uniti

Federcontribuenti al China Ingross "Il problema siamo noi italiani"

Marco Paccagnella, presidente nazionale, e l'avvocato Marco Alberto Zanetti hanno messo a segno l'azione dimostrativa per sensibilizzare i consumatori sul fenomeno "made in China" in vendita a Padova

Nella foto il presidente Marco Paccagnella e l'avvocato Zanetti di fronte al Centro Ingrosso China di Padova con la merce acquistata

Blitz al China Ingross di corso Stati Uniti a Padova. Venerdì mattina, Marco Paccagnella, presidente nazionale di Federcontribuenti, assieme all'avvocato Marco Alberto Zanetti, ha messo alla prova il sistema commerciale del Centro Ingrosso China.

AZIONE DIMOSTRATIVA. "Che il centro si chiamasse Ingrosso solo in teoria lo sapevamo da tempo - spiega Marco Paccagnella - e infatti su undici stand visitati, in quattro i commercianti non hanno certo avuto remore a vendere senza esibizione di partita Iva e senza ricevuta". Pagamento in contanti e via, chi si è visto si è visto. Marco Paccagnella e Marco Alberto Zanetti hanno messo a segno l'azione dimostrativa per sensibilizzare i consumatori sul fenomeno "made in China" in vendita a Padova.

"IL PROBLEMA SIAMO NOI ITALIANI". "Il problema non sono i commercianti cinesi - dichiara Paccagnella - che salvo qualche piccola irregolarità, fanno il loro lavoro: sono un terminale dell'enorme capacità produttiva dell'estremo oriente. Il problema sono semmai quelli che alimentano questo drenaggio di denaro, e cioè i commercianti italiani che, come nel caso limite di un vestito pagato 8 euro e messo in vendita a 199 euro in boutique, continuano a fare margini enormi a tutto svantaggio del sistema produttivo italiano". Sistema italiano che secondo l'avvocato Marco Alberto Zanetti inoltre rischia di essere aggirato da strane triangolazioni internazionali, volte ad occultare una parte dei guadagni dei commercianti veneti al fisco.

IL MECCANISMO. "È in atto da tempo una sorta di gioco delle tre carte - spiega l'avvocato Zanetti, uno dei consulenti dell'associazione dei contribuenti italiani - per cui tra il grossista con sede in corso Stati Uniti a Padova e il commerciante al dettaglio veneto, si frappone spesso una azienda slovena o di altri paesi neo comunitari. Il vestito venduto a 8 euro al centro ingrosso China, passa per l'azienda estera, sospettiamo solo formalmente, e viene immesso nella contabilità del negozio italiano a 150 euro, che poi lo rivende a 200 euro. In teoria tutto legale, per carità: il negoziante a un controllo dichiara di aver guadagnato "solo" 50 euro su 150 di valore acquistato. Il sospetto però è che le cose possano anche essere andate in maniera diversa".

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