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L'impianto sequestrato

L'impianto sequestrato

Ponte San Nicolò, sequestrato impianto di carburante abusivo all'interno di una ditta

I titolari dell'azienda usavano la cisterna per rifornire autonomamente i propri camion, ma non avevano mai chiesto alcuna autorizzazione al Comune per installare l'impianto

Si erano procurati una cisterna per rifornire autonomamente di carburante i propri camion, ma l'impianto in questione non era stato autorizzato dal Comune, che, anzi, non sapeva neppure esistesse. La vicenda è venuta a galla nei giorni scorsi e riguarda una ditta di Ponte San Nicolò che opera nel mondo degli autotrasporti.

CISTERNA ABUSIVA. Ad occuparsene sono stati gli agenti della polizia locale del consorzio Ponte San Nicolò-Legnaro-Polverara. Il titolare dell'azienda, infatti, aveva fatto richiesta di alcune agevolazioni fiscali, ed è a quel punto che il Comune si è reso conto di non essere stato mai al corrente dell'esistenza sul territorio di quell'impianto (che può contenere fino a 7mila litri di carburante), per il quale non era stata fatta richiesta di alcuna autorizzazione, come di norma, invece, dovrebbe accadere per cisterne private. 

IMPIANTO SEQUESTRATO. Gli agenti sono convinti che i titolari dell'azienda non abbiano agito in malafede, e che semplicemente non si fossero informati accuratamente sulla necessità di munirsi di permessi per poter installare l'impianto. L'intera struttura - cisterna, vasca di contenimento, pompa per il rifornimento e materiale residuo (circa 3.100 litri) - è stata, comunque, posta sotto sequestro. I proprietari dovranno, inoltre, pagare anche una multa di mille euro.

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