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L'Istituto di ricerca della Città della Speranza

L'Istituto di ricerca della Città della Speranza

Città della Speranza, la denuncia: 89mila euro di Imu da pagare

La salatissima tassa è stata recapitata al polo della ricerca, fiore all'occhiello della sanità patavina. Stefania Fichesato, presidente della Fondazione: "Con quesi soldi si finanziava un progetto di ricerca triennale"

Brutta sorpresa per il polo di ricerca della Città della Speranza, fiore all’occhiello della sanità patavina con i suoi 17mila metri quadri di laboratori pronti ad ospitare 700 camici bianchi.

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LA TASSA. Nella sede dell’Istituto di ricerca pediatrica, infatti, è stata recapitata in questi giorni una tassa salatissima da pagare: 89mila euro di Imu.

UNA SOMMA "PAZZESCA". Un salasso denunciato da Stefania Fichesato, presidente della Fondazione: “E' una somma pazzesca pretesa a persone generose che da anni, magari perché colpiti da un lutto, cercano di supplire privatamente alle carenze delle strutture pubbliche. Che senso ha che lo Stato ci chieda tutti quei soldi, coi quali si potrebbe finanziare un progetto triennale?”.

DENUNCIA INUTILE. Una denuncia che però pare destinata a cadere nel vuoto, quei soldi bisognerà pagarli: “Abbiamo consultato tutti gli esperti - denuncia Franco Masello, anima storica della Città della Speranza - e non c'é stato niente da fare".

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