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Cronaca Cittadella

Cittadella, maxi evasione: i dettagli dell'operazione “Dirty Plastic”

Sono dieci in tutto i denunciati a vario titolo per i reati di frode fiscale, truffa aggravata alle banche e riciclaggio internazionale di denaro sporco che ha fruttato un "tesoro" da 22 milioni di euro

La Guardia di finanza di Padova ha scoperto una maxi evasione da oltre 22 milioni di euro che coinvolge un'impresa attiva nel settore del materiale plastico di Cittadella. Di seguito i dettagli dell'operazione condotta dalla Fiamme gialle e che ha portato in tutto a dieci denunce a vario titolo per i reati di frode fiscale, truffa aggravata alle banche e riciclaggio internazionale di denaro sporco.

TRUFFA. I due titolari dell'ingrosso di materiale plastico (e da qui il nome dell'operazione, ''Dirty Plastic''), con l'ausilio di cinque complici hanno truffato sei istituti di credito dell'Alta padovana riuscendo ad ottenere linee di credito presentando distinte di ricevute bancarie compilate con dati falsi. Crediti fasulli, vantati a fronte di fittizi rapporti commerciali con altre aziende operanti nel medesimo comparto merceologico, alcune delle quali amministrate sempre dagli stessi truffatori. Grazie a questo sistema, la banda è riuscita ad accumulare in due anni oltre un milione e 400mila euro di indebiti finanziamenti. I sette soggetti, i due titolari e i cinque complici, sono stati denunciati a piede libero per concorso in truffa aggravata.
 
FRODE. L'srl cittadellese è risultata evasore totale, nonché impiegare quattro lavoratori in nero e ha emesso fatture sospettate di essere relative a operazioni inesistenti (Foi) per circa 2 milioni 200 mila euro a favore di tre società rispettivamente di Tricesimo (Udine), Nove (Vicenza) e Montebelluna (Treviso). La verifica fiscale alla ditta di Cittadella ha permesso di constatare redditi non dichiarati per oltre 10 milioni 300 mila euro, Iva dovuta per 2 milioni 800 mila, Irap sottratta a tassazione pari al reddito non dichiarato, ritenute non operate o versate per 5 mila 234 euro. La verifica fiscale ha consentito inoltre di constatare l'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi dal 2005 al 2008 e la tassazione per proventi illeciti nell'ambito del piano locale del comando provinciale di Padova per l'imponibile Ires-Irap e Iva di un milione 400 mila euro. I due titolari sono stati denunciati per omessa dichiarazione dei redditi, emissione di fatture false e occultamento o distruzione della contabilità.
 
RICICLAGGIO. Ammontano a un milione 270 mila euro i proventi dal reato di truffa aggravata che sono stati tramutati in assegni portati all'incasso in tre banche sammarinesi. Nella repubblica del Titanio sono stati cambiati contanti e fatti rientrare in forma anonima in Italia. I riciclatori sono tre professionisti del “lavaggio del denaro sporco”, uno dei quali già coinvolto nell'operazione “Re nero” in materia di antiriciclaggio eseguita dalla Guardia di Finanza di Forlì. Questi sono stati denunciati a piede libero per riciclaggio. La rogatoria internazionale eseguita a San Marino ha permesso di appurare come nei quattro conti correnti accesi a nome dei tre riciclatori nelle banche del posto sono transitati, tra il 2007 e il 2008, complessivamente 22 milioni 223 mila 670 euro, versati con assegni e prelevati in contanti per il successivo rientro in Italia dei capitali.

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