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Cronaca Campodarsego

Entrano nel sottotetto da una finestrella e scoprono un clandestino cinese

«Il clandestino - spiega il comandante Paolocci - era alloggiato in un locale ricavato abusivamente nel sottotetto dello stabile, il cui accesso era consentito solo da una scala interna. Lo straniero si era però chiuso dentro a chiave, impedendo così di accedere dall'esterno»

Un clandestino cinese è stato trovato nascosto nel sottotetto di un fabbricato artigianale in via Frattina, nella zona industriale di Campodarsego, durante un controllo della squadra sicurezza urbana della polizia locale della Federazione del Camposampierese. Alla soffitta gli agenti sono arrivati salendo sul tetto ed entrando poi da una piccola finestra. Durante il sopralluogo sono stati identificati anche una decina di altri connazionali, impiegati nel laboratorio di confezionamento abbigliamento al piano terra dello stabile, tutti risultati in regola col permesso di soggiorno.

Clandestino

«Il clandestino - spiega il comandante Paolocci - era alloggiato in un locale ricavato abusivamente nel sottotetto dello stabile, il cui accesso era consentito solo da una scala interna. Lo straniero si era però chiuso dentro a chiave, impedendo così di accedere dall'esterno». Il responsabile della ditta agli agenti impegnati nei controlli aveva dichiarato in un primo momento che la stanza chiusa nel sottotetto ospitava un magazzino e di non essere al momento in possesso della chiave. Anche il proprietario del fabbricato, chiamato telefonicamente, confermava la presenza del magazzino nella soffitta, aggiungendo che però era impegnato e non poteva venire ad aprire la porta. Uno degli agenti allora è salito sul tetto ed è riuscito ad accedere alla soffitta da una piccola finestra rimasta aperta. Qui invece del magazzino ha trovato una stanza arredata, dove c'era un letto con degli effetti personali, e nascosto dietro ad un mobile è stato trovato W.X., 50enne di origini cinesi, sprovvisto di qualsiasi documento. Lo straniero è stato quindi fotosegnalato dagli agenti della polizia locale. Si è scoperto così che il cinese, risultato clandestino, era stato oggetto già di due provvedimenti di espulsione, mai ottemperati: uno emesso dal Questore di Ferrara nel 2020 ed uno l'anno dopo dal Prefetto di Bologna. L'uomo è stato quindi denunciato a piede libero e segnalato all'Ufficio Immigrazione della Questura di Padova per una nuova espulsione. Il laboratorio artigianale e l'esterno del complesso edilizio è apparso agli agenti intervenuti, due pattuglie dell'Ambito locale e una della 3 Unità Operativa coordinate dal Vice Comandante Colombara, in particolare stato di degrado, con rifiuti e materiale di ogni genere ammassati in maniera disordinata, con scarse misure di igiene e di pulizia. Anche la sicurezza sul lavoro era trascurata: l'impianto antincendio non era a norma, come anche l'impianto elettrico e le postazioni di lavoro. Le finestre del laboratorio erano state tutte oscurate per non permettere la vista dall'esterno. Sono state così accertate oltre 1.500 euro di sanzioni per violazioni del regolamento di Polizia Urbana, del Regolamento Edilizio e delle norme sull'immigrazione. Gli agenti stanno anche valutando se procedere a carico dell'imprenditrice cinese nonché affittuaria dello stabile per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

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