Qualità della vità, Padova 33esima: il commento di Sergio Giordani e Patrizio Bertin

Il sindaco di Padova: «Una bella soddisfazione per la città, che conferma come il nostro lavoro stia andando nella direzione giusta». Il presidente di Ascom: «Posizionamento corretto, ma non è una verità assoluta»

Sergio Giordani, sindaco di Padova, sorride per il 33esimo posto in classifica

Come preventivabile: la classifica sulla qualità della vita nelle città italiane - stilata da "Il Sole 24 Ore" e che vede Padova al 33esimo posto - sta già facendo discutere. Anche all'ombra del Santo.

La soddisfazione di Sergio Giordani

Il primo a commentare il risultato è un sorridente Sergio Giordani, sindaco di Padova: «Una bella soddisfazione per la città, che conferma come il nostro lavoro stia andando nella direzione giusta. Padova va seguita con cura e merita sempre di più, per questo anche i dati positivi sono sempre uno stimolo per operare ancora meglio. Bisogna anche dire che il merito di questi dati molto lusinghieri è da condividere con tutti i padovani, dopo una stagione molto litigiosa che ha penalizzato il nostro capoluogo è chiaro che remare, oggi, tutti assieme con collaborazione e concordia sta dando i frutti che speravo in termini di attrattività, centralità economica e coesione sociale. Non dobbiamo quindi farci distrarre dalle polemiche politiche, la città ora ha ancora bisogno di grande unità perché il 2019 deve essere l’anno in cui compiamo assieme un salto di qualità per guadagnare ancora posizioni. Bene anche che siano messi in luce alcuni punti su cui migliorare, sono certo che i provvedimenti su ambiente e sicurezza che la nostra giunta ha approvato in questa prima fase di mandato ci porteranno a migliorare anche in questi aspetti».

I dubbi di Patrizio Bertin

Più "dubbioso", invece, Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio Padova: «La classifica del Sole 24 Ore? Un buon esercizio, non una verità assoluta. Direi che sulla classica generale il posizionamento al 33esimo posto è corretto - precisa - ed un avanzamento di nove posizioni è pur sempre un buon segnale. Non nascondo però che, per quanto riguarda le classifiche parziali, mi sia sorto qualche dubbio. Però tant'è: la prendiamo per buona e tentiamo un'analisi su di essa». Perché il quinto posto per i consumi conferma una leadership di Padova nel commercio, ma il 90esimo posto (su 107) per scippi e borseggi fa rizzare le antenne: «C'è poi il 62esimo per rapine - continua Bertin - e questi sono piazzamenti in negativo su tematiche ad alto allarme sociale che non depongono certo a favore. Meglio invece quando parliamo di smart city dove siamo all'11esimo posto, di start up o di speranza di vita dove siamo addirittura ottavi in entrambe le classifiche». Padova e la sua provincia si confermano un territorio complessivamente ricco (13esimo posto per Pil pro capite ma anche 86esimo per canoni medi di locazione) però complessivamente fragile: 76esimo posto per rischio idrogeologico e 80esimo per escursione termica. «Sul rischio idrogeologico - aggiunge il presidente dell'Ascom - abbiamo incentrato le nostre battaglie contro la la cementificazione e anche sull'offerta culturale (63° posto, con le librerie al 78° ed i cinema al 67esimo) insistiamo sulla necessità di un'arena della musica che contribuisca a migliorare anche il nostro appeal turistico oggi fermo al 50° posto». Bene, infine, per Patrizio Bertin, il piazzamento per ciò che riguarda lo sport. «È un 16esimo posto che sottolinea, una volta di più, la propensione di Padova alla pratica sportiva, un fenomeno al quale l'Ascom, non per nulla, ha voluto dedicare il suo premio letterario intitolato a Memo Geremia nella convinzione che celebrare lo sport sia offrire ai giovani una chiave di lettura positiva per il loro futuro anche se la classifica relativa all'occupazione giovanile mette nero su bianco un 43esimo posto non proprio rassicurante nonostante l'indice occupazionale generale ci metta in 32esima posizione».

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