Allerta Pm10, presidente Bui: «Anno zero. Bisogna agire sulle azioni di lungo e medio termine»

La Provincia di Padova, durante i Tavoli tecnici zonali, ha presentato, discusso e condiviso una proposta per i Comuni che prevede una serie di misure alternative ai blocchi

«L’inquinamento dell’aria è un problema serio di fronte al quale bisogna intervenire a tutti i livelli e con una visione strutturale di medio e lungo termine. I blocchi del traffico sono una risposta importante, ma parziale perché la conformazione del nostro territorio e l’andamento climatico non aiuteranno a migliorare la situazione. Bisogna quindi continuare ad investire in azioni strutturali perché il pm10 si abbatte agendo su più fronti. Parlo della sostituzione delle vecchie caldaie, di un trasporto pubblico che utilizzi mezzi a basso impatto, di una sensibilizzazione che coinvolga scuole e famiglie, dello sfruttamento di nuovi materiali che contribuiscano ad assorbire le polveri sottili e della piantumazione di alberi in tutto il territorio. Come Provincia ci stiamo muovendo già da mesi perché su alcuni temi siamo all’anno zero e dobbiamo assolutamente recuperare il tempo perduto, non ci sono altre chiamate».

Allarme Pm10

È quanto ha dichiarato il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui in merito all’allarme Pm 10 che anche in questi giorni ha sforato i limiti ricordando l’andamento dei vari progetti messi in atto. La Provincia di Padova, durante i Tavoli tecnici zonali, ha presentato, discusso e condiviso una proposta per i Comuni che prevede una serie di misure che riguardano: la sospensione, differimento o divieto di combustione del materiale vegetale, limite di temperatura nelle abitazioni, il divieto di installazione di generatori a biomassa con classe inferiore a 3 stelle, misure riguardanti lo stoccaggio e lo spandimento dei liquami, l’obbligo di utilizzo di pellet certificato, il divieto di combustione all’aperto, oltre all’adozione di misure di limitazione della circolazione in quanto, specialmente i vecchi veicoli alimentati a gasolio producono considerevoli quantitativi di PM10 e ossidi di azoto nocivi per la salute dei cittadini. Sarà riconfermato il bando per la sostituzione delle vecchie caldaie a gas o a pellet emanato lo scorso luglio dall’Amministrazione provinciale e quindi sarà data risposta ad altre 200 domande tra le richieste accolte sulle 900 pervenute.

Fondi

«Siamo partiti stanziando 100mila euro – ha aggiunto il presidente Bui – in pochi mesi siamo riusciti a trovarne altri 300mila garantendo quindi un platfond di 400mila euro perché c’è una grande richiesta di passare a impianti di nuova generazione. Questa è una soluzione che inciderà positivamente. Nel frattempo sto visitando anche aziende e realtà del territorio per trarre spunti e buone pratiche. Al Maap, il Mercato Agroalimentare di Padova è stato realizzato il primo parcheggio green in grado di “mangiare” lo smog grazie a una particolare sostanza fotocatalitica che assorbe le polveri sottili contenendone la dispersione nell’aria. Un’area di oltre 2.000 metri quadri che abbatte le polveri per più del 20%. Dobbiamo lasciarci ispirare dalle buone pratiche in tutto il territorio».

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Spiritus Mundi

Nel frattempo, la Provincia ha avviato con l’associazione “Spiritus Mundi” un progetto di piantumazione di alberi nei Comuni padovani. «Proprio nei giorni scorsi – ha aggiunto il consigliere delegato all’Ambiente Elisa Venturini – abbiamo riunito i Comuni per coinvolgerli in questa iniziativa che si chiama Bosco Vivo. La risposta è stata positiva perché sono circa 38 al momento le amministrazioni comunali che hanno partecipato, ma la proposta è aperta a tutti i 102 Comuni padovani. In pratica ogni Comune dovrà individuare un’area di almeno un ettaro adatta a piantumare gli alberi. Nel frattempo ci sarà una convenzione da sottoscrivere e la Provincia, una volta raccolte le adesioni, si impegnerà a stanziare dei fondi per l’acquisto degli alberi. L’impegno per tutti è davvero minimo, ma l’effetto sulla qualità della nostra aria e il messaggio che diamo ai nostri cittadini sarà assolutamente positivo. Quei luoghi, infatti, potranno ospitare eventi, manifestazioni e altre iniziative culturali ed educative divenendo patrimonio di tutta la comunità», ha concluso il consigliere Venturini.  

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