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Clinica odontoiatrica di via Venezia Corruzione, indagati fratelli Favero

Coinvolti nell'inchiesta anche altri due dentisti, Paolo Paniz (fratello del noto ex-parlamentare) e Carlo Mazzocco, che avrebbero pagato una tangente di 300mila euro sull'acquisto di alcune azioni dei due familiari

Azioni del valore di 1.500 euro rivendute e comprate per 300mila euro: una tangente bella e buona secondo il pubblico ministero Sergio Dini, che - come riportano i quotidiani locali - ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione Gian Antonio Favero, ex direttore della Clinica odontoiatrica dell’Università, (già indagato per abuso d'ufficio) e il fratello Lorenzo, ex proprietari delle azioni in questione. Azioni che sarebbero state comprate per un valore gonfiato dai due dentisti Paolo Paniz (fratello del noto ex-parlamentare del Pdl) e Carlo Mazzocco coinvolti allo stesso titolo nell'inchiesta. Tutti e quattro gli indagati sono già stati raggiunti dai relativi avvisi di garanzia.

AGGIORNAMENTO: Riassegnata la cattedra all'Università a Favero che presenta ricorso contro la sentenza di condanna in primo grado

LA VICENDA. Al centro dell'inchiesta l'appalto per lo stabile situato a Padova in via Venezia 90 dove ha sede la Clinica Odontoiatrica che fa capo a Università e Azienda ospedaliera. I carabinieri dei Nas infatti, indagano sul riacquisto da parte di Paniz e Mazzocco delle quote della Fabianna srl (società controllante del centro odontoiatrico Giotto che ha firmato l’appalto con l’azienda ospedaliera) in precedenza ceduta ai fratelli Favero per una cifra di 1.500 euro e in questa occasione ricomprata con pagamenti gonfiati che, spalmati in rate tra il gennaio 2006 e il giugno 2008, registrano un ammontare complessivo di 300mila euro, formalmente incassati da una società immobiliare dei fratelli Favero, la Gmp.

UN APPALTO "POCO PULITO".  Inizialmente il centro di odontoiatria doveva andare all’Ospedale dei Colli. Quando si decise invece per l'affitto dell’immobile di via Venezia e l’appalto con l’Asl, l'operazione non passò inosservata, tanto che Rifondazione comunista presentò un esposto in Procura ipotizzando una "privatizzazione strisciante del servizio pubblico". Ma l'inchiesta che ne seguì ebbe lettera morta, per poi riaffiorare oggi con nuovi sviluppi.

GLI INDAGATI. Gian Antonio Favero, 62 anni, e il fratello Lorenzo di 57, sono originari di Motta di Livenza con residenza a Jesolo, mentre Carlo Mazzocco, 72 anni, è padovano, e Paolo Paniz, 53 anni, bellunese.



 

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