Studio, mini-scosse al cervello per vincere dipendenza dalla cocaina

La stimolazione magnetica transcranica è utile nel trattamento del disturbo. A dirlo è una ricerca realizzata al dipartimento di Neuroscienze dell'università di Padova tramite una sperimentazione su 32 pazienti

Impulsi magnetici al cervello per vincere la dipendenza dalla cocaina. È quanto emerge da uno studio pilota (pubblicato su "European Neuropsychopharmacology") condotto in collaborazione con il team americano di Antonello Bonci, direttore scientifico del Nida (National institute on drug abuse), e realizzato al dipartimento di Neuroscienze dell'università di Padova, insieme all'Irccs San Camillo di Venezia. 

MINI -SCOSSE AL CERVELLO. Lo scorso anno, 2,3 milioni di giovani europei tra i 15 e i 34 anni hanno assunto cocaina. Al momento non esistono cure farmacologiche per superare la dipendenza, ma solo farmaci in grado di alleviarne i sintomi, come depressione, ansia e insonnia. Questa ricerca, che ha coinvolto 32 persone in cerca di un trattamento, ha voluto dimostrare - anche se i risultati preliminari andranno confermati e approfonditi con ulteriori sperimentazioni - come sottoporsi regolarmente a rTms (Stimolazione magnetica transcranica ripetitiva) possa ridurre l'uso di tale sostanza.

IL TRATTAMENTO. La rTms è un metodo che ha già dato risultati positivi in psichiatria, nel trattamento di condizioni come la depressione. Consiste nell'applicare impulsi magnetici ad un'area del cervello ben localizzata: "Abbiamo deciso di stimolare la corteccia dorsolaterale prefrontale, che è un'area coinvolta nei processi decisionali - spiega Bonci -, perché i nostri studi precedenti sui roditori hanno mostrato che la ricerca compulsiva di cocaina era associata con la corteccia prelimbica, che condivide funzioni con questa area cerebrale umana".

LA SPERIMENTAZIONE. Dei 32 soggetti presi a campione, 16 sono stati sin da subito trattati con rTms, altrettanti hanno assunto, invece, farmaci per alleviare i sintomi da astinenza. Il primo gruppo ha affrontato inizialmente una stimolazione quotidiana, durata 5 giorni consecutivi; in seguito si è sottoposto al trattamento una volta a settimana per tre settimane (8 stimolazioni in 29 giorni). Al termine di questa prima fase dello studio, i pazienti del Tms hanno continuato con le mini-scosse settimanalmente e lo stesso trattamento è stato proposto anche a quelli in cura farmacologica. Questa seconda fase è durata 63 giorni.

I RISULTATI. Il monitoraggio delle urine, due volte a settimana, ha permesso di verificare il consumo di cocaina dei 32 partecipanti. Ne è emerso, nella prima parte dell'esperimento, che il primo gruppo, trattato con Tms, non aveva avuto ricadute nel 69% dei casi: in pratica, 11 pazienti non avevano più fatto uso di cocaina. Diversamente, nei pazienti sottoposti a cura farmacologica, solo il 19% ha resistito (3 pazienti).

"I MIGLIORAMENTI SI MANTENGONO NEL TEMPO". "Abbiamo continuato a seguire i pazienti dello studio fino ad oltre un anno - ha concluso Bonci - e i miglioramenti sembrano mantenersi nel tempo, sebbene al momento non abbiamo dati certi su questo aspetto. È importante che questo studio prosegua, con trial clinici più ampi".

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