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Niente allusioni, doppi sensi e sguardi insistenti a palazzo Moroni

Approvato il codice di condotta aggiornato per le lavoratrici e i lavoratori del comune di Padova. All'interno, una serie di comportamenti proibiti tra le mura del municipio perché lesivi dell'affermazione e della dignità

Stop a "sguardi insistenti e gesti alludenti". A palazzo Moroni, vige la regola della serietà e del rispetto sul posto di lavoro: la giunta comunale ha infatti approvato il testo aggiornato del "Codice di condotta per l'affermazione della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori nel comune di Padova", stilando un dettagliato "decalogo" dei comportamenti proibiti tra le mura del municipio.

IL DECALOGO. Vietate le "insinuazioni"; proibiti i "contatti fisici non desiderati" che possano risultare imbarazzanti o a sfondo sessuale. Tra i corridoi di palazzo Moroni non sono leciti "apprezzamenti verbali sul corpo", "sguardi insistenti", "gesti alludenti a rapporti sessuali" e "doppi sensi". Non si possono fare "allusioni sulla vita privata sessuale" e non sono consentiti neppure "apprezzamenti rozzi".

MOLESTIE, MOBBING, STRAINING, DISCRIMINAZIONI. Il principio è quello di evitare qualsivoglia atteggiamento lesivo della dignità della persona - dalla violenza psicologica alle molestie morali, dal mobbing allo straining, dallo stalking occupazionale alla discriminazione, di genere o razza - e garantire la serenità a tutti, lavoratrici e lavoratori.

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