Coldiretti, allarme cinghiali: «Nei campi più animali selvatici che lavoratori»

Continuano sui Colli Euganei le scorribande dei cinghiali, liberi di distruggere coltivazioni, vigneti e terrazzamenti. E' un'altra delle conseguenze dell'emergenza Coronavirus

Continuano sui Colli Euganei le scorribande dei cinghiali, liberi di distruggere coltivazioni, vigneti e terrazzamenti, mentre nel resto della regione si segnalano incontri ravvicinati con l’orso, incursioni di lupi affamati negli allevamenti, cervi in passeggiata nei centri urbani. E’ questa la fotografia scattata da Coldiretti Veneto in piena emergenza sanitaria: gli animali selvatici prendono possesso del territorio spingendosi  fino alle case abitate mettendo in pericolo non solo la campagna ma pure la cittadinanza. E' un'altra delle conseguenze dell'emergenza Coronavirus. 

Colli

“Solo sui Colli Euganei un’intera comunità di oltre 10mila esemplari di cinghiali danneggia vigneti e coltivazioni – commenta Coldiretti Veneto che ne conta circa 50mila in tutto il territorio regionale. Oltre ai danni alle colture e al sistema idrogeologico, vanno considerati i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato dell’effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. La proliferazione senza freni dei cinghiali – aggiunge la Coldiretti – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale anche in aree di elevato pregio naturalistico. Oltre che sui Colli Euganei dove imperversano da più di due decenni i cinghiali si spingono anche in pianura, e non solo nelle aree pedecollinari. Sono stati avvistati anche a decine di chilometri di distanza. I branchi si spostano seguendo il corso dei fiumi, arrivando fino nella Bassa Padovana.

Orso

La ricomparsa dell’orso segnalata nel veronese e del lupo sulla pedemontana, inoltre,  non lascia dubbi in merito alla difficoltà degli agricoltori che registrano più bestie selvatiche che manodopera stagionale impegnata nella raccolta di frutta e verdura”.

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Incidenti

A fronte di migliaia di incidenti denunciati i rimborsi ai cittadini coinvolti nei sinistri non coprono neppure le spese delle pratiche presentate. Ma ciò che preoccupa la Coldiretti regionale – afferma il Presidente Daniele Salvagno – è che il numero delle bestie in giro per i campi è superiore ai lavoratori stagionali che in questo periodo dovrebbero garantire le forniture alimentari raccogliendo frutta e verdura nelle serre e nelle aziende agricole del territorio. E mentre le iscrizioni sul portale di Coldiretti “JobInCoutry” aumentano ogni giorno, sulla mancanza di stagionali in agricoltura, continua il pressing diplomatico di Coldiretti per sbloccare la manodopera straniera ferma nei Paesi d’origine a causa dell’emergenza sanitaria. In particolare per la disponibilità di personale rumeno che in Veneto è la comunità più numerosa delle circa 70mila unità presenti stagionalmente sul territorio.  “Dopo aver registrato la collaborazione con l’Ambasciata della Romania– spiega Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto – sottolineiamo, per il tramite del Presidente Luca Zaia,  la disponibilità del Consolato Generale della Repubblica di Moldova a Milano per l’impiego nei campi della comunità moldava costretta a rimanere in Italia. Si tratta di gesti importanti che mettono in luce una certa attenzione alle problematiche delle imprese agricole venete”. “Daremo avvio immediato ai colloqui per trovare una soluzione visto – commenta Salvagno che ricorda inoltre quanto sia determinante stabilire la forma dei voucher semplificati per poter mettere gli imprenditori agricoli nella condizione di assumere con sicurezza come collaboratori aziendali cassaintegrati, studenti e pensionati.

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