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Il complesso Serenissima di via Anelli

Il complesso Serenissima di via Anelli

Comitato Stanga, 2001-2011: 10 anni “in strada” contro il degrado

Bilancio con il presidente Manfrin a dieci anni dall'istituzione del gruppo di residenti attivi a contrastare i problemi del rione, dal caso Auchan allo spaccio, all'attesa rinascita di via Anelli. L'obiettivo, trasformare la zona da "ghetto metropolitano a quartiere civile"

Duemilauno-duemilaundici: 10 anni di comitato Stanga. Due lustri durante i quali un gruppo spontaneo di residenti - una trentina gli abitanti della zona impegnati nel coordinamento - ha dato il proprio attivo contributo per cercare di migliorare la vivibilità del Quartiere 3 est, zona appunto Stanga.

Riqualificazione di via Anelli e dell'intero rione, sicurezza declinata nello specifico in chiave anti-spaccio e "caso Auchan” per il disturbo della quiete pubblica: questi i capisaldi della battaglia quotidiana dei residenti.

In un decennio, di acqua sotto i ponti ne è passata, di cose ne sono successe, degli obiettivi, più o meno importanti, sono stati centrati. Tracciamo un bilancio con il presidente, Paolo Manfrin.paolo manfrin-2

Ci sono comitati di cittadini che durano il tempo di una meteora, magari quello di una campagna elettorale. Il comitato Stanga, invece, dopo dieci anni, c'è ancora ed è vitale. Qual è la vostra ricetta?

“C'è molta solidarietà tra la maggioranza degli abitanti della zona, indipendentemente dalle diverse idee politiche. Se c'è un problema, siamo subito in strada. Basta che un residente chiami, e noi corriamo. Puntiamo alla concretezza per risolvere le questioni, non ci perdiamo troppo a filosofeggiare. E darsi da fare per il proprio quartiere è fondamentale, non puoi pensare che le istituzioni ci siano sempre. Non solo, siamo anche molto in contatto con comitati che condividono problemi simili ai nostri in altre città d'Italia”.

In questi anni vi siete scontrati anche contro il colosso della grande distribuzione, Auchan, che in quartiere ha un importante punto vendita alll'interno del Centro Giotto. Quali le rivendicazioni e quali gli ultimi sviluppi?

“Parliamo di disturbo alla quiete pubblica. Dal rumore dello scarico dei camion di primissimo mattino - ora tramite un'ordinanza da noi richiesta, fatto slittare alle 7 - a quello della refrigerazione anche in piena notte e al compattatore. C'è chi fatica proprio a dormire. I più esasperati chiedono lo spostamento dello scarico merci. Un compromesso sarebbe quello che Auchan realizzasse delle barriere fonoassorbenti, in grado di ostacolare la fuoriuscita di rumori”.

Nel contrasto al dilagare del fenomeno dello spaccio in zona, quanto è contata l'azione del comitato?

“Abbiamo dato e continuiamo a dare un contributo fondamentale. Il problema della droga è sempre presente, qui via Anelli è ancora zona di addestramento per gli spacciatori. Li vediamo, sono sotto casa, sono giovanissimi. Anche perché, se si stringono i controlli delle forze dell'ordine in stazione, è qua che vengono. Ma con la nostra presenza, anche in strada, facciamo azione di disturbo e se ne vanno”.

E per l'area del complesso Serenissima, sempre in via Anelli, che dopo l'ormai celebre “muro” per impedire la via di fuga agli spacciatori e lo sgombero delle palazzine è ancora oggi in attesa di una riqualificazione?

“L'ordinanza per erigere il muro la firmò il sindaco Zanonato, ma l'idea fu nostra, fu mia. Adesso sosteniamo un progetto per l'area che punta a demolire le sei palazzine del complesso per cambiare radicalmente il quartiere, da ghetto metropolitano a quartiere civile. Tutta la riqualificazione della Stanga passa per quella di via Anelli. Vorremmo vedere svettare un grattacielo, una sorta di monumento della vittoria sul degrado”.

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