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Niente sussidio, per il Comune è finto-povero: lui si rivolge a Napolitano

Un imprenditore ha chiesto all'amministrazione comunale il contributo di assistenza ma la giunta Zanonato ha risposto in modo negativo, perchè proprietario di due aziende. Lui, però, non si è arreso e si è rivolto perfino al presidente della Repubblica

Dal sindaco al presidente della Repubblica. E’ l’incredibile iter burocratico che ha deciso di effettuare un imprenditore di Padova. Ma andiamo con ordine.

FINTO-POVERO. Tempo fa l’imprenditore si è rivolto al Comune per chiederne il sussidio ma dagli uffici dell’amministrazione gli è arrivata una risposta negativa: in base ad alcuni accertamenti, infatti, pare che l’uomo sia un finto-povero come sostiene l’assessore municipale Marco Carrai: “A noi risulta titolare di due aziende, una delle quali si occupa di telefonia , con tanto di dipendenti”.

"E' UN ERRORE". L’imprenditore, però, non si è voluto arrendere e dal Comune di Padova è voluto passare, appunto, direttamente al presidente Napolitano sostenendo “l'erroneità e l'insufficienza di motivazioni sotto vari profili".


"RESISTERE". Ne è nata, insomma, una vera e propria battaglia tra il Comune, che non vuole perdere contro quelli che vengono definiti i falsi-poveri, e l’imprenditore che per rivolgersi così in alto avrà chissà forse qualche buona motivazione. Ma tant’è l’assessore Carrai, che ieri ha fatto approvare in giunta una delibera ad hoc, conferma: “Naturalmente noi siamo determinati a resistere in tutte le sedi davanti ad una richiesta di questo tipo".

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