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La comunità marocchina non si dà pace per la morte di Ahmed: «Se qualcuno sa, si faccia avanti»

A una settimana dal ritrovamento del corpo di Ahmed Joudier la portavoce della comunità marocchina si rivolge ai coetanei e agli amici

La comunità marocchina, non solo loro in realtà, non riesce a darsi pace. A una settimana dal ritrovamento del corpo di Ahmed Joudier nelle acque del Brenta, la comunità marocchina torna ad appellarsi a chiunque può aver visto o sentito qualcosa che non ha ancora raccontato agli inquirenti e che può essere utile per capire cosa sia accaduto ad Ahmed. A farsi portavoce di questa richiesta, più che legittima e assolutamente comprensibile, è Halima Ben Bouchaib, referente della comunità marocchina in Veneto. La famiglia, secondo la portavoce, è convinta che Ahmed sia stato costretto da qualcuno a compiere l'estremo gesto, per questo insistono. Per quanto riguarda le indagini però, non stanno emergendo novità in questo senso. 

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