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"Concorsi truccati" e favori: arrestati 7 prof universitari, interdetto docente del Bo

Nella vasta operazione della Guardia di Finanza di Firenze denominata "Chiamata alle armi" è emerso anche il nome di Mauro Beghin, ordinario di Diritto tributario all'Università di Padova

Si sarebbero spartiti cattedre universitarie e per questo avrebbero truccato dei concorsi. Con l'accusa di corruzione sono stati arrestati e messi ai domiciliari 7 professori universitari di importanti atenei italiani. 59 le persone indagate, 22 le misure interdittive e 150 le perquisizioni portate avanti dagli inquirenti che indagano su “sistematici accordi corruttivi” tra numerosi professori di Diritto tributario per rilasciare abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici ma orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi. 

UNIVERSITÀ DI PADOVA.

Tra i docenti interdetti c'è anche Mauro Beghin, professore ordinario di Diritto Tributario all'Università di Padova. Avrebbe avuto un ruolo marginale all'interno della vicenda ma era comunque al corrente di quanto avveniva all'interno della commissione. I sette professori arrestati sono titolari di cattedre in vari atenei italiani: Guglielmo Fransoni, tributarista a Firenze e che insegna a Lecce; Alessandro Giovannini dell’università di Siena; Giuseppe Maria Cipolla dell’università di Cassino; Adriano Di Pietro dell’università di Bologna; Valerio Ficari docente a Sassari; Fabrizio Amatucci dell’università di Napoli e Giuseppe Zizzo professore all’università di Varese. Nella bufera nell'inchiesta è finito anche l’ex ministro Augusto Fantozzi già professore ordinario di Diritto tributario ed alla guida negli anni Novanta dei Ministeri delle Finanze e della Programmazione economica (1995-1996, governo Dini) e il Ministero del Commercio internazionale tra il 1996 e il 1998, nel primo governo Prodi.

L'INDAGINE.

L’indagine è partita dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore del Diritto tributario, a “ritirare” la propria domanda per favorire una terza persona in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata.

IL RETTORE.

“Ho ricevuto anch'io l'informazione e voglio essere molto chiaro: da un lato aspettiamo l'esito delle indagini e assumiamo, come sempre, la presunzione di innocenza, dall’altro se il docente in questione risulterà colpevole ne risponderà nelle sedi penali come da inchiesta”. Una posizione, quella del rettore dell'Università di Padova Rosario Rizzuto, che vuole evitare che il coinvolgimento del docente del Bo, Mauro Beghin, nell’inchiesta sui concorsi truccati finisca per gettare ombre sull'Università stessa. “Voglio dire con chiarezza - ha sottolineato il Rettore - che questo è un ateneo che raggiunge i livelli scientifici che tutti conosciamo perché qui i concorsi sono fatti correttamente. Le persone che vincono sono colleghi bravi, perché altrimenti il Bo non otterrebbe i risultati che stiamo raggiungendo”.

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