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Prof e studentessa sotto accusa: "Comprato il posto alla scuola di specializzazione"

Il pm ha chiesto 2 anni e 2 mesi per il docente universitario e un anno e 4 mesi per la specializzanda. Entrambi sono accusati di concorso in abuso d'ufficio. Lui anche di falso

Professore universitario e studentessa sarebbero stati concordi. Lui, nella commissione giudicatrice dei test d'ingresso per l'ammissione alla Scuola di specializzazione in Chirurgia plastica, le avrebbe garantito l'accesso, fornendole, durante un incontro in un bar di Udine, le 19 tracce che sarebbero state presentate ai candidati per la selezione relativa all'anno accademico 2011-2012; lei, a sua volta, si sarebbe "comprata" quel posto da specializzanda, che sarebbe stato finanziato dall'azienda di cui il padre era socio.

LE ACCUSE. Il pubblico ministero padovano Sergio Dini - come riportano i quotidiani locali - accusa entrambi, accedemico e studentessa, di concorso in abuso di ufficio. Solo il cattedratico è accusato anche di falso, per avere firmato la propria presenza a riunioni della commissione esaminatrice cui non avrebbe in realtà preso parte (si sarebbe trovato non a Padova durante quegli incontri, ma tra Pordenone e Udine). Per il professore, il pm ha chiesto 2 anni e 2 mesi, mentre per la specializzanda sono stati chiesti 1 anno e 4 mesi, con la sospensione della pena. 

LA SENTENZA. L'inchiesta si inserisce in un contesto più ampio, un'indagine partita da Firenze su test d'ingresso sospetti alle facoltà di Medicina. La sentenza è prevista per il 26 gennaio prossimo.

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