Confagricoltura Padova costruisce l'agricoltura di domani

Confagricoltura costruisce l'agricoltura del domani. Riconfermato a pieni voti Giordano Emo Capodilista come presidente.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

La parola d'ordine per guardare al futuro del settore primario in Veneto come a Padova è "glocal" ossia la combinazione vincente tra locale e globale. A definire la nuova strategia dell'agricoltura di domani è Confagricoltura di Padova riunita in assemblea generale prima delle ferie estive per la nomina del presidente e del nuovo consiglio direttivo dell'associazione.

Riconfermato a pieni voti il presidente uscente Giordano Emo Capodilista titolare dell'omonima azienda agricola, emblema della combinazione locale e globale con la produzione in loco rigorosamente territoriale che però arriva ad esportare vini all'estero soprattutto negli Stati Uniti.

A lui il compito in apertura di tracciare un quadro della situazione agroalimentare che soffre una crisi profonda e a cui mettere mano per costruire l'agricoltura del domani. Secondo l'ultima rilevazione Ismea i prezzi dei prodotti agricoli solo calati in media del 2% tra il mese di maggio 2015 e lo stesso nel 2014 e il dato peggiore riguarda il latte -9,7% così come il vino -7,6% ( tranne il Prosecco ) e i cereali -6%. Mercato agricolo dunque al tracollo complice anche l'aumento del costo delle materie prime e il calo delle risorse pubbliche dedicate come il caso della Pac in veneto che entro il 2020 calerà del 40%. Ma il vero danno per gli agricoltori italiani e padovani in particolare - ha spiegato Giordano Emo Capodilista - è la concorrenza sleale dei competitor sia in Europa che nel resto del mondo che utilizzano mezzi e regole diverse più vantaggiose per la produzione e la vendita a fronte di una rigidità legislativa tutta italiana". Il caso è quello agli onori delle cronache del latte in polvere piuttosto che degli ogm. E ancora sul tavolo la questione dell'accesso al credito da migliorare così come la sicurezza idraulica e il dissesto idrogeologico in particolare nella Bassa padovana. Di qui la richiesta accorata di Confagricoltura Padova del completamento dell'idrovia Padova-mare e la diversione idraulica per le piene del Gorzone. E ancora l'emergenza cinghiali sui colli euganei o delle specie alloctone come le nutrie che creano danni gravissimi alle produzioni come ai canali.

"L'altra parola d'ordine per gli agricoltori padovani - continua il presidente di Confagricoltura di Padova - è mettersi assieme, creare reti soprattutto per commercializzare i prodotti anche all'estero. Il caso positivo nostrano è quello di Lattebusche nel Veneto. E innovare rispettando la terra come chiede lo stesso Papa Francesco anche perchè di fronte a noi abbiamo una crescita demografica prevista che chiederà a sua volta un aumento della produzione agricola pari al 60%". Glocal dunque anche perchè l'agroalimentare rappresenta con l'indotto il 17% del Pil Italiano e le esportazioni agroalimentari italiane valgono 33 miliardi di euro, 5 miliardi solo rispetto al vino. "Quello che manca però - e così chiude Emo Capodilista - è un sistema paese sano, una burocrazia più snella e un abbassare le armi tra agricoltori e il settore agroindustriale che devono lavorare assieme e trovare un terreno comune, magari proprio valorizzando il cosiddetto made in italy e le biodiversità." " Dopo un'analisi interna del nostro mondo - è intervenuto il presidente regionale di Confagricoltura Lorenzo Nicoli - che ci impone il cambiamento e l'associazionismo per non farci mangiare in Europa possiamo chiedere alla politica di continuare la strada intrapresa con il piano di sviluppo rurale e di rilanciare la sperimentazione, mettendo al centro l'azienda agricola e aiutando le stesse aziende dal punto di vista economico." "Dobbiamo puntare sull'incoming - ha ribadito il presidente della Camera di Commercio di Padova Fernando Zilio - sono gli imprenditori esteri a dover venire da noi ed eventualmente portare i nostri prodotti nei loro paesi. Però alla base deve esserci un sistema efficiente rispetto al turismo all'industria e alla filiera produttiva. E rispetto alla burocrazia che schiaccia le nostre imprese guardiamo all'autocertificazione. E se un'azienda sbaglia deve essere chiusa." Produrre e vendere , questo il segreto del successo per Giovanni Taliana Presidente della Sezione Agroalimentare di Confindustria Padova -puntando sul made in Italy e sull'unione territoriale che "significa ridurre anche i troppi marchi." E saranno queste le richieste che la Confederazione rivolgerà alla regione veneto, in particolare al nuovo assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan, al presidente Zaia. Agli associati Confagricoltura Padova chiede invece un cambio di mentalità e una voglia di fare squadra per rilanciare il settore primario.

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