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Controlli all'Arcella da parte della polizia (foto: archivio)

Controlli all'Arcella da parte della polizia (foto: archivio)

Dopo l'aggressione scattano i controlli all'Arcella: cinque gli stranieri espulsi

La questura di Padova ha allestito mercoledì sera un servizio ad ampio raggio nell'intero quartiere. Oltre sessanta le persone controllate, due i daspo e cinque le espulsioni

I già frequenti controlli nei diversi rioni dell'Arcella sono stati ulteriormente intensificati dopo l'aggressione che ha visto vittima un gioielliere 53enne assalito e ferito martedì. La sera seguente quindici agenti della Squadra volante e del Reparto prevenzione crimine sono scesi in strada a pattugliare tutte le aree più soggette a fenomeni di criminalità e degrado.

Espulsioni e daspo

Le fasi più intense dei controlli di mercoledì si sono registrate attorno alla stazione, sul cavalcavia Borgomagno e lungo via Tiziano Aspetti. Il bilancio complessivo ha visto sottoposte a verifica 63 persone e quattro locali pubblici. Undici gli stranieri messi a disposizione dell'Ufficio immigrazione, cinque dei quali sono risultati irregolari e sono pertanto stati denunciati per violazione delle norme di soggiorno nel Paese. Questi ultimi, tutti di origine tunisina e nigeriana, sono stati avviati all'espulsione: tre hanno ricevuto l'apposito decreto e dovranno lasciare l'Italia mentre altri due, noti spacciatori tunisini che da tempo bazzicano l'Arcella, sono stati accompagnati ai centri di identificazione ed espulsione di Trapani e Bari. Due anche i daspo urbani emessi nei confronti di altri due uomini stranieri. Si tratta di un romeno e un bengalese sorpresi nella zona dello scalo ferroviario a cui erano già stati diffidati dall'avvicinarsi.

Documenti falsi

In centro storico sono invece stati i carabinieri a mettere a segno l'arresto di un 39enne algerino. Al momento del controllo da parte del Nucleo radiomobile in via Giotto B.L. ha cercato di rifilare ai militari un nome falso, allungando loro anche un documento d'identità. Documento che in pochi momenti si è però rivelato essere del tutto falso, facendo scattare le manette nei confronti dell'africano. Processato per direttissima, è poi stato scarcerato.

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