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Le immagini dei controlli effettuati nei laboratori cinesi

Le immagini dei controlli effettuati nei laboratori cinesi

Lavoro nero e abusi edilizi nei laboratori cinesi, gli operai dormivano in bagno

Blitz degli agenti della Federazione dei comuni del Camposampierese che hanno portato allo scoperto due attività irregolari a San Giorgio delle Pertiche e Piombino Dese

Giovedì pomeriggio una squadra di sei agenti del nucleo operativo sicurezza urbana, diretti dal commissario Meneghini, insieme agli ispettori dell’Inps e dell’Ispettorato del Lavoro, hanno controllato tre laboratori artigianali gestiti da cittadini cinesi a San Giorgio delle Pertiche e Piombino Dese.

ABUSI EDILIZI. A San Giorgio delle Pertiche gli agenti hanno trovato all’interno di un anonimo capannone di Cavino cinque operai cinesi al lavoro, tutti risultati in regola con i permessi di soggiorno ed i contratti di assunzione. Però diversi sono stati gli abusi edilizi riscontrati: nel capannone erano state ricavate alcune camere abusive per dare alloggio agli operai. Anche nella vicina abitazione del titolare sono state trovate diverse camere abusive, perfino ricavate nel bagno e nello sgabuzzino. Gli abusi saranno ora segnalati all’ufficio tecnico comunale per ottenere il ripristino.

CONTROLLI FILIERA. Le stanze abusive non rispettavano gli standard minimi richiesti: non avevano finestre né sistemi di areazione né rispettavano le superfici minime previste. Il laboratorio cinese effettuava lavori tessili per noti marchi, ed era stato segnalato agli agenti perché i confinanti avevano notato una intensa attività nel capannone anche in ore notturne. Ora i controlli si focalizzeranno anche sulla filiera.

LAVORO NERO. A Piombino Dese le verifiche hanno interessato un grade capannone di via Mussa, in zona artigianale. Due le imprese trovate a lavorare all’interno con una quindicina di operai, tutti cinesi. In questo caso uno degli operai è stato trovato dagli ispettori dell’Inps a lavorare senza alcun contratto. Su altri operai sono in corso accertamenti, poiché seppur regolarmente assunti con contratti part-time, di fatto pare lavorassero a tempo pieno.

SANZONI. In questo caso per il datore di lavoro sono previste pesante sanzioni, fino ad arrivare alla chiusura dell’attività. La recente normativa prevede inoltre che nel caso la ditta non paghi le sanzioni comminate - come purtroppo accade spesso per le ditte cinesi che improvvisamente spariscono per essere subito sostituite da altre - le multe vadano a carico delle imprese committenti, che devono pertanto attivarsi per verificare la regolarità dei propri subfornitori. In questo caso i committenti erano importanti marchi della produzione nazionale di jeans.

FATTURE. Gli agenti si sono insospettiti anche per uno strano giro di fatture - anche di centinaia di migliaia di euro - tra le diverse ditte che sono risultate esercitare l’attività dentro il capannone, ben quattro, per cui la situazione verrà ora segnalata alla Guardia di Finanza per degli approfondimenti. Inoltre il capannone è risultato privo dell’obbligatoria agibilità e già diffidato dal comune di Piombino Dese ad interrompere ogni attività all’interno.

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