Convention regionale dei conservatori e riformisti all'hotel Crown Plaza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Si terrà venerdì 18 marzo all'hotel Crowne Plaza alle ore 20.45 la convention regionale dei conservatori e riformisti. "Il tempo dell'azione per fermare il declino. Una proposta per l'Europa, una per l'Italia e una per il Veneto": questo il titolo scelto per la convention organizzata dal Gruppo dei conservatori e riformisti europei. Parteciperanno l'on. Raffaele Fitto, l'on. Remo Sernagiotto, la sen. Cinzia Bonfrisco, presidente del gruppo al senato, il coordinatore regionale Leonardo Padrin e i coordinatori provinciali del movimento. Molti i temi sul tavolo al primo grande appuntamento pubblico del movimento lanciato da Fitto lo scorso 16 luglio: più di 400 le adesioni già arrivate per l'evento.
Dichiara l'on Sernagiotto: "Abbiamo deciso di fare una nuova convention per raccontare nel dettaglio quali sono gli obiettivi che il Gruppo si propone per la sua azione politica a tutti i livelli, regionale, nazionale, europeo. Per riuscire ad essere efficaci nella nostra azione politica abbiamo bisogno di confrontarci il più possibile coi cittadini. Il legame con il territorio è uno dei punti cardine della nostra strategia, per questo riteniamo fondamentali queste occasioni di incontro, per capire le necessità, i punti critici o al contrario gli strumenti che funzionano e vanno rafforzati. Stiamo facendo un lavoro capillare per individuare figure che siano in grado di comprendere questi bisogni, per questo coinvolgiamo nella nostra azione molti sindaci: sono loro che hanno maggiormente il polso della situazione perché ogni giorno lottano contro ciò che non funziona nell'amministrazione della cosa pubblica."
Anna Lazzarin, sindaco di Veggiano e coordinatrice per la provincia di Padova, sarà uno dei protagonisti della serata perché è da persone come lei che il Gruppo vuole partire per portare, prima a Roma e poi a Bruxelles, le esigenze del territorio. "Sono sindaco da nove anni, quasi a chiusura del mio secondo mandato, e pur ritrovandomi nelle idee politiche di centro-destra, sono tra coloro che erano delusi dalle politiche intraprese. Ho aderito al progetto dei conservatori riformisti, perché lo trovo il più corretto per raggiungere gli obiettivi che ritengo importanti per la comunità: per primo la scelta dal basso di chi dovrà governare, che si senta portavoce delle necessità del territorio. A cominciare dallo shock fiscale, che è il problema numero uno. Le tasse municipali vanno per la metà a Roma, l'IMU sui capannoni va a Roma, sono stufa di fare da esattore per Roma. Si parla di tagli ai costi della politica, ma a parte i tagli ai consiglieri comunali, con risparmi irrisori, nessun sacrifico è fatto nella capitale. Invece se devo chiedere le tasse ai cittadini voglio che loro possano riceverne poi i benefici in termini di servizi".

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