Coronavirus, Crisanti: «I tamponi saranno fondamentali per la "Fase 2"»

Spiega l'epidemiologo e virologo: «In questa fase in cui alcune misure di contenimento e di distanziamento sociale verranno progressivamente eliminate ci saranno molte più opportunità di trasmissione»

Il professor Andrea Crisanti e Luciano Flor

«Proprio ieri abbiamo effettuato il millesimo trapianto di cuore nel nostro ospedale, segno che le nostre attività continuano». Inizia con questa importante notizia data dal direttore generale Luciano Flor la conferenza stampa dell'Azienda Ospedaliera di Padova con gli aggiornamenti sull'emergenza Coronavirus.

Daniele Donato

Daniele Donato, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Padova: «Stiamo registrando una riduzione dei ricoveri e un aumento dei dimessi, il che vuol dire che le cose stanno migliorando. Abbiamo già processato 94.170 tamponi, con 4.522 risultati positivi. Per quanto riguarda i dipendenti sono stati processati 17.190 tamponi con 167 positivi di cui 59 al momento, così suddivisi: 5 medici dell'ospedale, 3 medici universitari. 8 specialisti, 18 infermieri, 16 operatori socio-sanitari e 9 ancora da definire. Abbiamo inoltre trovato anche 16 dipendenti asintomatici positivi».

Andrea Crisanti

Andrea Crisanti, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova: «Per me è un'occasione per ripercorrere. Già 20 gennaio avevo fatto presente all'azienda ospedaliera la necessità di sviluppare un saggio diagnostico che ci permettesse di identificare le persone positive a Covid-19, iniziando così a mettere a punto una metodica abbastanza complessa perche il tampone è solo un mezzo di prelievo, a cui fa seguito una fase di estrazione degli acidi nucleici, una fase di distribuzione dei reagenti e poi c'è una fase di lettura. Specifico tutto questo perché abbiamo scelto fin dall'inizio un metodo operativo realizzato "in casa" senza dover fare rifernimento a fornitori, ed è una cosa che ci ha contraddistinto perché fin dall'inizio abbiamo scelto di fare un test fatto in casa validando i risultati iniziali con quelli dello Spallanzani. Dopo i primi due casi è arrivata la prima sfida, perché la Regione ci aveva chiesto di fare il tampone a tutti i 3.300 abitanti di Vo' e questo è stato il primo stimolo per riorganizzare il lavoro e il flusso, passando in poco tempo da un centinaio di tamponi al giorno a mille tamponi per poi arrivare a 3.500 al giorno. Questo è risultato essere uno strumento indispensabile per spegnere il focolaio di Vo', e credo che questo metodo dovrebbe essere adottato per spegnere tutti i focolai futuri perché in questa fase in cui alcune misure di contenimento e di distanziamento sociale verranno progressivamente eliminate esisterà sicuramente la possibilità che nuovi focolai compaiano. Noi la ricetta per spegnerli ce l'abbiamo: circoscrivere l'area, fare tamponi a tutti, isolare i positivi e dopo 7-8 giorni ripetere tutta l'operazione. Questo a mio avviso è stato uno dei grandi insegnamenti della fase iniziale, lo dico perché questa fase nuova pone delle grandi sfide perché le persone vorranno sicuramente riprendere alcune attività sociali, ritornare a lavorare, avere accesso alle funzioni religiose e altre attività importanti. In questa fase il tampone servirà molto di più perché non avremo più il distanziamento sociale, il confinamento e il blocco della trasmissione e quindi ci saranno molte più opportunità di trasmissione. Noi dobbiamo avere una ricetta per bloccare gli eventuali focolai, e questa ricetta passerà necessariamente per un'aumentata capacità di fare tamponi. Avevo visto all'opera questa fantastica macchina che analizza le provette con gli ultrasuoni con una velocità spettacolare e quindi ho chiesto all'Azienda di comprarla sapendo solo teoricamente che avrebbe funzionato, e devo dire che funziona benissimo. Ha permesso di risparmiare molto tempo e di introdurre un parallelismo di processazione: ora riusciamo a processare 384 tamponi alla volta in 10 minuti utilizzando un quinto dei reagenti a processo rispetto a prima, dandoci la possibilità di cedere questi reagenti anche ad altre aziende ospedaliere che ne hanno bisogno. So che la Regione, che ringrazio, vuole acquistare un altro macchinario simile da dare a un'altra azienda ospedaliera per aumentare ulteriormente la capacità. Ricordo che in una delle prime riunioni fatte dopo i primi casi abbiamo subito deciso di difendere l'ospedale, per questo buona parte dei tamponi l'abbiamo fatta al personale e a tutto il reparto in caso di casi sospetti, compresi i pazienti. Il personale di Microbiologia lavora ininterrottamente giorno e notte da quasi due mesi, e a loro va il mio personale ringraziamento».

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