Giordani: «Stimiamo una perdita tra i 20 e i 30 milioni di euro per il solo Comune di Padova»

«Ho predisposto già un piano di emergenza per chiudere anche nella peggiore delle ipotesi l’anno in pareggio, ma questo significherebbe garantire i servizi essenziali e non poter sviluppare nessuna ulteriore iniziativa»

Sergio Giordani

«Mai come in questa fase per amministrare una città servono i piedi per terra e la prudenza di chi parte da dati reali. Ogni discorso sulla fase due rischia di tradursi in pura fantasia se non si dice con chiarezza e trasparenza ai cittadini che da un punto di vista dei conti degli Enti chiamati a erogare servizi essenziali, e anche del Comune di Padova, è come se stessimo attraversando una guerra». Sergio Giordani, sindaco di Padova, affida a una lunga nota l'analisi sulle ripercussioni che l'emergenza Coronavirus avrà sul bilancio comunale.

«La situazione è grave»

Spiega il sindaco Giordani: «Sono una persona concreta, che non perde mai la speranza e la voglia di spendersi al cento per cento per cercare soluzioni, ma non ama raccontare bugie, cosa che non ho mai fatto, ai padovani. Ecco perché mentre stiamo tutti ancora combattendo il virus e non sappiamo per quanto ne avremo, ho speso tutta l’ultima settimana coi tecnici a fare i conti e capire l’incidenza potenziale di questa epidemia sui bilanci comunali. Sono un imprenditore, magari la politica non è il mio mestiere e non lo sarà mai, ma so benissimo che ogni sfida per quanto dura parte dai dati, dai numeri, da quanto è alta la cima che devi scalare. Quindi oggi decido di rendere pubblica la situazione ai cittadini, perché tutti dobbiamo capire che la situazione è grave, che servirà essere uniti, che i teatrini dovranno aspettare e che le divisioni sciocche potrebbero danneggiarci gravemente».

Dati

Sergio Giordani, quindi, mette nero su bianco «i conti proiettati sul 2020 al netto di quanto già incassato nei primi due mesi dell’anno. Dalle entrate museali e dalle manifestazioni avremo un mancato introito fino a 2,7 milioni. Dagli oneri di urbanizzazione un mancato introito fino a 2,3 milioni. Dai proventi dei parcheggi per quanto concerne la quota spettante al Comune un mancato introito fino a 2,6 milioni. Dall’imposta di soggiorno un mancato introito fino a 1.6 milioni. Dall’imposta di pubblicità un mancato introito fino a 1 milione. Dal canone di occupazione suolo pubblico, un mancato introito fino a 1,8 milioni. Dalle infrazioni del codice della strada un mancato introito fino a 9 milioni. Quanto all’addizionale Irpef, se mettiamo in conto una flessione del 15%, ma potrebbe andare peggio, avremo un mancato introito di 3,5 milioni di euro. A queste voci vanno aggiunte altre fonti di entrata che in vari settori e per vari motivi potrebbero avere flessioni. Quindi in poche parole la perdita complessiva per il solo Comune di Padova si può intanto stimare tra i 20 e i 30 milioni di euro per l’anno 2020. Questa è la situazione ed è ovviamente un ordine di grandezza in grado di mettere in serissima sofferenza ogni bilancio».

Piano d'emergenza

Prosegue il primo cittadino: «Fin qua i dati, e consideriamo che Padova quanto a ordine dei conti ed efficienza l’anno scorso è risultato essere il terzo Comune più virtuoso d’Italia quindi per fortuna avere tenuto i conti in ordine non ci dà ulteriori svantaggi. Ora, sia ben chiaro che io non sono uno che molla quindi sono già al lavoro per trovare il modo per venirne fuori, ma nulla sarà semplice e nulla sarà immediato. Ho predisposto già un piano di emergenza per chiudere anche nella peggiore delle ipotesi l’anno in pareggio ma questo significherebbe garantire i servizi essenziali e non poter sviluppare nessuna ulteriore iniziativa. Noi invece, pur mettendo in conto dei sacrifici su cose non indispensabili, saremo chiamati a fare un meticoloso lavoro di rilancio e di ricalibrazione dei servizi alla luce delle nuove esigenze di fragilità, perché anche da un punto di vista sociale quello che ci consegnerà questa epidemia potrebbe non aver nulla a che vedere con quanto gestito fino a prima che prendesse l’avvio. Ecco perché l’aiuto dello Stato, per il quale mi sto battendo con tutti i Sindaci, risulta assolutamente indispensabile, ecco perché sto lavorando per non fermare le grandi opere e i grandi investimenti che avevamo programmato nei primi due anni di mandato ed ecco perché mi occuperò personalmente che ogni euro sia speso bene e con oculatezza. Pare che il Governo stanzierà circa 3 miliardi per i Comuni, è un gesto davvero significativo ma purtroppo non basta. Dato che la situazione è straordinaria si deve agire con strumenti altrettanto straordinari, i Comuni virtuosi, quelli coi conti in ordine e che non hanno mai avuto problemi di bilancio devono poter agire tramite mutui d’emergenza estinguibili in lunga durata e in deroga alle norme vigenti. Non chiedo nulla a Roma più di quello che già potrà dare ma chi ha tenuto i conti in ordine deve poter fare debito in maniera controllata per attuare le misure necessarie a dare un impulso immediato»

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«Ci rilanceremo, ma dobbiamo restare uniti»

Conclude Sergio Giordani: «Non dobbiamo solo resistere, dobbiamo rilanciarci e lo faremo, tornando più forti, ma questo implica un grande lavoro di pianificazione nello scenario nuovo e una sempre maggiore efficienza nella spesa e nel funzionamento della macchina comunale. Anche qua il Governo dovrebbe aiutarci, perché se i Sindaci in questa fase eccezionale avranno a che fare con la burocrazia ordinaria che vi era fino ad ora non saranno in grado di mettere in campo pronte misure di sostegno e riconversione strategica. Sono in costante contatto col Governo e avanzeremo anche delle proposte operative pensate a Padova ma che potranno essere utili a tutti i Sindaci, se prese in considerazione. Per concludere, metterò tutto il mio impegno così come i tecnici e penso che essere da sempre un imprenditore in questa fase mi aiuterà a dare alla nostra città, in questa fase difficilissima, il miglior contributo da Sindaco che sarò in grado di offrire. Allo stesso tempo servirà ancora di più una grande sinergia tra tutte le istituzioni che saranno chiamate a ripensare molti aspetti del loro agire in maniera coordinata, una grande capacità di immaginare il futuro come un’opportunità di cambiamento riuscendo ad essere più rapidi degli altri nel mettere in atto i processi giusti, la più grande coesione politica e sociale della nostra comunità perché le polemiche, nella fase che ci aspetta, sarebbero come una grandinata in un campo di grano. Io offrirò la massima collaborazione, ascolterò tutti per poi come sempre assumermi però in prima persona la responsabilità di decidere. Alla fine ce la faremo, ne sono sicuro, Padova è una città con energie enormi e tante intelligenze che dà il meglio di sè quando serve darsi da fare e io ho la fortuna di avere una squadra giovane, coesa e con tanta voglia di guardare avanti unita a uno staff di grandi professionisti e a dei tecnici meticolosi. Ci rilanceremo, consolideremo alcune eccellenze, ne scopriremo e creeremo di nuove. L’importante, lo ripeto, è avere consapevolezza piena della situazione e restare uniti».

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