Coronavirus, l'annuncio del premier Conte: «Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio»

Spiega il Presidente del Consiglio nel corso del punto stampa: «L'auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire: con cautela e con qualche gradualità, ma ripartire»

«Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio. Le misure restrittive stanno dando i loro frutti, e le curve epidemiologiche lo dimostrano. Se noi cedessimo adesso potremmo perdere tutti gli sforzi positivi che abbiamo fatto finora. L'auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire: con cautela e con qualche gradualità, ma ripartire. La proroga vale anche per le attività produttive, ma prometto che se anche prima del 3 maggio arriveranno notizie positive potremmo pensare di anticipare questa scadenza. Da martedì 14 aprile riapriremo cartolibrerie, librerie e negozi per neonati. Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo aspettare che il virus scompaia del tutto dal territorio. Per la fase due istituiamo un gruppo di lavoro di esperti diretto da Vittorio Colao e stabiliremo un protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Dovremo anche ripensare alla logistica e ai trasporti. Le nostre stime dicono che serviranno almeno 1.500 miliardi di euro per fronteggiare questa emergenza europea, numeri mai visti in tempi di pace. Il ministro Gualtieri ieri ha fatto un gran lavoro, questo è un primo passo che però l'Italia giudica ancora insufficiente. La principale battaglia è quella di un fondo finanziato ad esempio con gli Eurobond, deve avere una potenza di fuoco importante e deve essere disponibile da subito perché se arriviamo tardi sarà insufficiente. Si pensa anche a una cassa integrazione europea. Il nostro strumento è l'Eurobond, perché lo riteniamo il più adeguato e proseguiremo fino alla fine questa battaglia. Sul Mes in Italia si è levato un dibattito, ed è importante che si sviluppi con chiarezza e senza falsità. Il Mes esiste dal 2012, non esiste dalla scorsa notte come dicono Matteo Salvini e Giorgia Meloni. L'eurogruppo non ha firmato nulla né ha istituito alcun obbligo. L'Italia non ha firmato alcuna attivazione del Mes, non ha bisogno del Mes perché lo ritiene totalmente inadeguato e inadatto a quest'emergenza. Lavoreremo fino alla fine con coraggio e determinazione per questa battaglia. Da ieri c'è un nuovo paragrafo e anche gli altri Paesi hanno dovuto convenire che bisogna lavorare per introdurre subito lo strumento dell'Eurobond e che sia immediatamente applicabile. Le falsità e le menzogne ci fanno male, perché indeboliscono la trattativa e l'intera Italia perché vi assicuro che è un negoziato difficilissimo. Lotteremo per avere gli Eurobond e al prossimo Consiglio Europeo spiegherò ancora con forza che il Mes è inadeguato. Con la forza della ragione riusciremo a convincere tutti che la strada dell'Eurobond è l'unica percorribile per permettere all'Europa di rialzare la testa. Nell'incontro odierno coi capigruppo abbiamo anche confezionato il nuovo Dpcm ed è stato un lavoro complesso perché abbiamo dovuto sciogliere molti nodi e molti dubbi. Il gruppo di esperti serve per non procedere a tentoni e che raccoglierà i migliori modelli organizzativi e riorganizzativi. Siamo in un momento di sofferenza, ma abbiamo grandi potenzialità e grandi risorse. Ipotizziamo una ripresa graduale e con protocolli di sicurezza sanitari molto rigorosi per prevenire un contagio di ritorno. Dobbiamo lavorare per erogare risorse per i nostri cittadini che sono in sofferenza e dobbiamo lavorare per la sburocratizzazione generale»: queste le parole del premier Giuseppe Conte nel punto stampa tenuto nel tardo pomeriggio di venerdì 10 aprile.

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