Coronavirus, Zaia: «Non è prevista al momento un'ordinanza per chiudere prima i locali»

Spiega il Governatore del Veneto nel consueto punto stampa: «Il 28 maggio capiremo cosa sta accadendo: in caso di reinfezione dovremo ripensare a chiusure e restrizioni nonché a eventuali quarantene in caso di focolai evidenti»

Luca Zaia nel corso del punto stampa odierno

«Siamo arrivati a quota 548.843 tamponi effettuati. Le persone in isolamento sono 3.210, mentre i positivi sono 19.038. I ricoverati sono 566, di cui 46 in terapia intensiva. I dimessi sono 3.229, i morti sono 1.337 che salgono a 1.841 considerati quelli extra-ospedale. Siamo ancora subissati di segnalazioni su assembramenti e quant'altro, ed è un problema rilevato in tutte le piazze della città italiana. Siamo preoccupati perché il rischio di infezione è ancora alto, vi chiedo ancora di rispettare le regole. Stiamo continuando a monitorare il modello matematico, il 28 maggio saranno passati dieci giorni dalla riapertura e da lì capiremo cosa sta accadendo: in caso di reinfezione dovremo ripensare a chiusure e restrizioni nonché a eventuali quarantene in caso di focolai evidenti. Speriamo si vada verso uno "Schengen sanitario", e spero che il Ministero degli esteri reciti un ruolo importante nei tavoli europei per aiutare il nostro turismo. Non è all'ordine del giorno al momento un'ordinanza per chiudere anticipatamente i locali. Centri estivi aperti da settimana prossima? Noi scriveremo questo sull'ordinanza, ma domani conto di presentarvela»: queste le parole di Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, nel corso del consueto punto stampa giornaliero.

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