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Cerca di tornare da Cortina d'Ampezzo a Padova col figlio: multata e rimandata nella seconda casa

Una donna è stata controllata col figlio a Longarone dagli stessi agenti di polizia che il giorno precedente avevano fermato il marito e l'anziana madre

Quello della fuga verso le seconde case era uno dei timori maggiori del weekend, tanto da costringere le forze dell'ordine a potenziare i controlli per evitare esodi di massa. Nonostante ciò qualcuno era evidentemente riuscito a farla franca. Almeno fino al viaggio di ritorno: vi raccontiamo la storia di una coppia di padovani.

I fatti

Sabato 11 aprile, posto di blocco della polizia a Longarone (Belluno): gli agenti fermano un'auto in arrivo da Cortina d'Ampezzo su cui viaggiano un imprenditore di Padova e la sua anziana madre. L'uomo fornisce l'autocertificazione in cui adduce comprovati motivi lavorativi e viene lasciato libero di tornare verso la città del Santo. Peccato che i successivi accertamenti della Questura locale portino a scoprire che si tratta di una scusa, e quindi entrambi verranno sanzionati. Il secondo capitolo della storia? Oggi, domenica 12 aprile, nuovo posto di blocco della polizia e sempre a Longarone: gli agenti fermano un'altra auto, anch'essa in arrivo da Cortina d'Ampezzo, su cui viaggiano la moglie del suddetto imprenditore col loro figlio. La donna fornisce a sua volta un'autocertificazione in cui adduce comprovati motivi lavorativi, ma c'è un problema: la pattuglia è la stessa che aveva controllato il marito il giorno precedente. Risultato: multa anche per la donna, e questa volta niente viaggio verso Padova ma ritorno forzato nella località montana, dove madre e figlio rimarranno nella seconda casa di proprietà fino al termine delle restrizioni.

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