Coronavirus, De Silvestro: «La sperimentazione con il plasma continua, e funziona»

Spiega il primario del Servizio trasfusionale dell'Azienda Ospedaliera di Padova: «Sono già state donate 481 unità terapeutiche, e stiamo creando anche una scorta di plasma utilizzabile in caso di seconda ondata in autunno»

Luca Zaia e la dottoressa De Silvestro nel punto stampa odierno

«Siamo arrivati a quota 677.092 tamponi realizzati. I positivi sono 19.154. I ricoverati sono 382, di cui 29 in terapia intensiva. I dimessi sono 3.380, mentre i morti sono 1.377 che salgono a 1.918 considerati anche quelli extra-ospedale. Ressa sui treni? Sono stati ridotti del 50% e c'è voglia di muoversi dopo i mesi di lockdown, bisogna trovare una soluzione. La dottoressa De Silvestro è l'artefice della partita del plasma e della "banca del plasma"»: queste le parole di Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, nel corso del consueto punto stampa giornaliero.

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Giustina De Silvestro

Giustina De Silvestro, primario del Servizio trasfusionale dell'Azienda Ospedaliera di Padova: «Il progetto è partito come idea da Padova all'inizio di marzo, noi seguivamo già quello che facevano i colleghi cinesi che hanno iniziato a raccogliere plasma. Abbiamo iniziato a raccogliere il plasma dai pazienti guariti ad aprile e abbiamo iniziato la sperimentazione su 23 pazienti in terapia intensiva e subintensiva. Non tutti i donatori sviluppano un numero sufficiente di anticorpi per le nostre cure. Abbiamo già avuto 199 donazioni di plasma, prevalentemente su Padova, per un totale di 481 unità terapeutiche di cui già trasfuse 101 per 23 pazienti trattati. Avremmo bisogno di almeno un donatore e mezzo per ogni singolo paziente per garantire una cura continuativa. In linea di massima la cura va bene, perché a parte un caso gli altri pazienti sono viventi o dimessi. Tutti hanno avuto un miglioramento dopo la trasfusione di plasma.I prodotti trasfusionali in Italia hanno un livello di sicurezza altissimo, tra i più alti al mondo. Si può donare il plasma fino a 65 anni, quindi purtroppo abbiamo una limitazione molto importante. C'è una lista di attesa quindi fortunatamente avremo altri donatori. Stiamo creando anche una scorta di plasma utilizzabile in caso di seconda ondata in autunno: io penso che qualche caso ci sarà, con quale intensità non lo so dire».

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