Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Coronavirus, Zaia: «Già raccolti dieci milioni di euro grazie alla generosità del popolo veneto»

Afferma il Governatore del Veneto nel consueto punto stampa: «Un tampone positivo non vuole dire che è una condanna a morte, vuol dire che bisogna stare chiusi in casa per evitare contagi»

«Il numero che più ci inquieta riguarda i 304 ricoverati in terapia intensiva, mentre il dato dei 381 dimessi è l'unico raggio di sole in questa situazione. Abbiamo una crescita più lenta ma costante, e nonostante gli 825 posti in terapia intensiva a disposizione non possiamo comunque stiamo tranquilli. Stiamo anche aspettando nuovi respiratori, ma nel frattempo abbiamo dato disposizione anche al prestito dei respiratori presenti negli studi veterinari: sono circa una cinquantina, e stiamo parlando della parte meccanica perché sono adatti all'uso per gli esseri umani. Voglio ringraziare i veneti che hanno donato uno, due, cinque o dieci euro, perché dà la dimensione della generosità di questo popolo. In tutto abbiamo già raccolto quasi dieci milioni di euro. Abbiamo fatto anche uno studio in modalità anonima con Tim che dimostra una diminuzione del 44.6% di spostamenti dei veneti in tutto il territorio. Il modello ci dice che il picco dovrebbe arrivare a metà aprile per poi "calare" ai primi di maggio, e ci dice che potremmo arrivare anche a due milioni di positivi ma non lo sapremo mai perché la gran parte è positiva asintomatica. Un tampone positivo non vuole dire che è una condanna a morte, vuol dire che bisogna stare chiusi in casa per evitare contagi. Siamo molto preoccupati del cluster veronese. Siamo in guerra e dobbiamo combatterla fino alla fine»: queste le dichiarazioni rilasciate da Luca Zaia nel punto stampa giornaliero.


 

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