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Costretta a prostituirsi, le tenevano il figlio in ostaggio: 2 arresti

Protagonista una giovane romena, che con altre due ragazze è stata intercettata dai carabinieri di Albignasego mentre stazionavano lungo strada Battaglia. In carcere gli sfruttatori e salvo il bimbo di 4 anni

Una storia agghiacciante. Una vicenda di sfruttamento e violenza che ha per vittime tre giovanissime ragazze dell'Est tra i 21 e i 18 anni, un loro figlio di appena 4 anni e, come aguzzini, due connazionali romeni. A tutto questo orrore hanno fortunatamente messo la parola "fine" i carabinieri di Albignasego in collaborazione con i colleghi di Gardone Val Trompia, nel Bresciano, tramite l'arresto in carcere dei due sfruttatori violenti: il 38enne Constantin A. e il 25enne Ionut P.

IL PICCOLO IN OSTAGGIO. L'intervento delle forze dell'ordine si svolge in poche ore. Tutto ha inizio nella notte tra il 19 e il 20 luglio scorso, quando le tre giovani romene sono notate da una pattuglia dei militari dell'arma di Albignasego ai confini del paese, lungo strada Battaglia. Accompagnate in caserma, le ragazze riferiscono di essere state costrette a prostituirsi da due connazionali, di abitare in un piccolo paese vicino Brescia e che quella notte erano state portate in provincia di Padova da uno dei loro sfruttatori. Non solo, una di loro ha anche un figlio di 4 anni, che questi ultimi hanno tenuto in ostaggio per essere più convincenti con la madre.

PICCHIATO ANCHE IL BAMBINO. Dopo i primi accertamenti, i carabinieri di Albignasego si mettono in contatto con i colleghi di Gardone Val Trompia ai quali trasmettono le informazioni acquisite per la localizzazione dell'appartamento e il rintraccio dei due sfruttatori. I tempi per i militari sono stretti: la fuga della donna potrebbe indurre i due romeni a vendicarsi sul bambino o a sparire con lui. L'appartamento viene individuato grazie anche a una segnalazione risalente a qualche giorno prima perchè in zona erano stati notati movimenti sospetti di auto con targa inglese. Con un blitz, i carabinieri riescono a bloccare uno degli sfruttatori e a mettere al sicuro il bambino che, accompagnato in pronto soccorso, è risultato vittima di percosse con un traumatismo dorsale.

MADRE E FIGLIO SI RIABBRACCIANO. Il secondo aguzzino, impegnato nella ricerca delle tre ragazze, viene intercettato dalla polizia stradale di Verona a bordo di un'Audi A4 lungo l'autostrada A4 all'altezza di Desenzano. Bloccato senza opporre resistenza, viene portato in caserma a Gardone Val Trompia, dove nel frattempo erano state trasferite anche le tre romene e dove la madre ha potuto riabbracciare il proprio figlio. Accompagnate in pronto soccorso, alle ragazze sono state diagnosticate lesioni compatibili con le percosse ricevute dagli sfruttatori.

 

 

 

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