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Giovedì, 7 Luglio 2022
COVID

Il picco dell'ondata si avvicina, Dal Ben: «Serve terapia intensiva "mista" per aumentare le operazioni»

Il bilancio dell'ultima settimana per l'Azienda ospedaliera è leggermente migliore rispetto a quella precedente. Ma il picco deve ancora arrivare, lo si attende per il 23 gennaio

Omicron sorpassa Delta e i contagi continuano a salire. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova, Giuseppe Dal Ben, riferisce che «stiamo andando verso la stabilizzazione. Siamo quasi all’apice di questa ondata, in linea con le previsioni che individuavano il picco intorno al 23 gennaio». Si pensa di tornare a una terapia intensiva “mista” per poter aumentare il numero di operazioni.

I contagi

Mercoledì 19 gennaio il dg Dal Ben ha fatto il punto della situazione Covid. Nell’ultima settimana in Veneto l’incidenza dei nuovi casi ogni 100 mila abitanti è di 2.446,10: a Padova si è vista una diminuzione rispetto alla settimana precedente perché l’incidenza è di 1.846,10. «Però è aumentato l’indice di positività – riferisce Dal Ben – Questa settimana abbiamo refertato 20.762 tamponi di cui 3.837 positivi quindi c’è un’incidenza del 18,5%. La settimana scorsa era del 16,5%». Ad essere più colpita è la fascia 45-65 anni con 1.205 nuovi casi mentre va meglio per gli over 65 che hanno registrato 417 casi. Tra i bambini (0-14 anni) si sono riscontrati 496 nuovi casi in una settimana, altri 948 nella fascia 15-29 anni e 771 tra i 30 e i 44 anni. Tra il personale sanitario dell’Azienda ci sono 412 positivi, di cui 123 infermieri, 26 medici e 88 specializzandi. I sospesi sono 199 e ne sono rientrati 55.

Il pronto soccorso

Gli interventi del Suem tra mercoledì 12 e martedì 18 gennaio sono stati 1.923 di cui 370 per sospetti Covid, il 19% del totale. Nell’ultima settimana sono stati 2.393 gli accessi al pronto soccorso e di questi 360 in area Covid. I dati maggiori si riscontrano tra gli adulti: in 1.986 si sono presentati alle porte dell’ospedale di cui 205 erano sospetti Covid. Tra questi 173 sono risultati positivi e 51 sono stati ricoverati per il virus, gli altri avevano altre patologie oltre alla positività. Anche i numeri dei bambini restano alti. Dei 407 accessi, 155 erano sospetti Covid e 92 sono risultati positivi. Dieci bimbi sono stati ricoverati per il virus.

I ricoveri

«Al momento abbiamo ricoverato 191 persone – dice Dal Ben – Martedì ne avevamo 202, il record di questa ondata. Di questi 65 sono quelli che noi chiamiamo “Covid per caso”, cioè arrivati per altri problemi e poi scoperti positivi e tra loro ci sono 45 vaccinati e 20 non vaccinati. L’età media dei primi è sopra i 70 anni mentre i secondi hanno un’età media attorno ai 40 anni». Nel complesso ci sono 115 ricoverati in area medica, 11 in area chirurgica, 40 in terapia subintensiva e 25 in terapia intensiva. Quest’ultima è suddivisa tra ospedale Giustinianeo (13 pazienti) e Sant’Antonio (12 pazienti). «Stiamo pensando di tornare a una terapia intensiva “mista” utilizzando i sei letti liberi del Giustinianeo per pazienti non Covid – aggiunge il dg – Non abbiamo ancora una data precisa ma abbiamo necessità di letti per i pazienti non positivi perché dobbiamo aumentare le operazioni». Tra i ricoverati in terapia intensiva ci sono 16 non vaccinati e 9 vaccinati: tra questi ultimi ci sono quattro persone arrivati per un infarto e scoperti positivi all’ingresso. Tra i non vaccinati, la cui età media in intensiva si aggira attorno ai 60 anni, c’è anche un 40enne. «Questa settimana abbiamo ricoverato 61 persone, quella precedente 62, il dato più alto di questa ondata – continua Dal Ben – Abbiamo 222 letti disponibili per pazienti Covid, ora siamo al 90% di occupazione. Se arriveremo al completo aggiungeremo posti. Il punto più alto di occupazione lo abbiamo avuto lo scorso 10 gennaio quando eravamo al 93%». 

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