Cronaca

Il web trappola per i giovanissimi: uno su tre è vittima di bullismo

A denunciare i fatti gli stessi studenti incontrati dalla polizia a Padova e in tutto il Veneto: non solo cyberbullismo in sè, dilaga anche il fenomeno del sexting

Cyberbullismo e sexting: nomi complicati per indicare il bullismo del web che colpisce uno studente su tre e che anche nel Veneto è particolarmente diffuso. La fascia d’età più esposta si conferma quella compresa tra i 14 ed i 17 anni, dove le vittime sono quasi 2 su 5. La ricerca, condotta su oltre 15mila ragazzi intervistati dal portale Skuola.net per conto della polizia, certifica anche la crescita di bulli in rosa: 1 vittima su 3 denuncia la presenza femminile tra gli aggressori. Bullismo spesso connaturato al razzismo ma a preoccupare sono anche le vicende legate al cosiddetto “sexting”, acronimo anglosassone tra le parole “sex” e “texting” (messaggiare), definibile come la pratica di inviare attraverso sistemi di messaggistica istantanea foto sessualmente esplicite di sé stessi.

SEXTING. Un fenomeno preoccupante in cui i “selfie” hot giungono nelle mani dell’interlocutore sbagliato e nel cerchio ristretto delle amicizie del minore la foto sexy divulgata per errore o per dolo diviene il pretesto per l’emarginazione di un minore da parte del gruppo. Ad oggi sono ben 10 i casi di diffusione di materiale multimediale sessualmente esplicito riconducibile ad un minore registrati nel Veneto. Ed alcune volte la vicenda, già spinosa di per sé, prende le tinte fosche del bullismo. Addirittura in qualche caso si è verificata la creazione di una pagina sul social network Facebook avente come titolo “una botta e via…” con pubblicate le foto hot in questione.

PREVENZIONE. Per questo, oltre alla repressione, è essenziale l’attività di prevenzione volta ad insegnare un uso consapevole e sicuro delle nuove tecnologie ai minori. Attività che vede già coinvolta la polizia di Stato e, segnatamente, la polizia postale e delle comunicazioni in tutto il territorio veneto. Ben 1421 studenti sono stati incontrati dagli operatori della postale in provincia di Venezia, oltre a centinaia tra genitori ed insegnanti. Mentre sono più di 5000 gli studenti incontrati tra Padova, Rovigo, Treviso, Vicenza e Belluno.

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