Daspo urbano, non solo provvedimenti punitivi. Giordani: «Favoriamo il recupero sociale»

Tempo di bilanci per il sindaco, primo promotore del nuovo regolamento di polizia urbana. Sono circa 30 le persone colpite dall'ordine di allontanamento temporaneo in città

A meno di tre mesi dall'approvazione del nuovo regolamento di polizia urbana il primo cittadino traccia un bilancio sul tema del daspo. Non un semplice foglio di via, ma un tentativo di recupero sociale.

Luoghi e categorie 

Sono circa 30 gli ordini di allontanamento adottati nelle ultime settimane nelle zone perimetrate dal nuovo regolamento. Le categorie più colpite sono parcheggiatori abusivi e accattoni. I primi agiscono in particolare tra Pontecorvo, la zona dell'ospedale e via Manzoni, i secondi si trovano sia nei luoghi di grande flusso turistico (come le piazze e i siti religiosi), sia nei quartieri. Tra i daspo più significativi figura quello emesso il 12 ottobre nei confronti di un 57enne bulgaro, scoperto a molestare i passanti alla fermata dell'autobus in via Chiesanuova. Appena rientrato in Italia dopo un ordine di allontanamento di cinque anni, nel 2009 aveva staccato a morsi il lobo dell'orecchio di una automobilista per rubarle un orecchino e nel 2011 in viale Codalunga aveva molestato sessualmente una ragazza in scooter.

Sostegno e aiuto

Soddisfazione a Palazzo Moroni per il rispetto dei provvedimenti, che finora non ha avuto trasgressori e quindi nessuna sanziona accessoria. Oltre a notificare i daspo al questore e vigilare che le persone colpite non facciano rientro in città prima dei termini stabiliti, grande attenzione è data al recupero sociale dei coinvolti. Tutti coloro che sono colpiti da ordine di allontanamento ricevono dalla polizia locale un documento nella loro lingua madre con i riferimenti di strutture e servizi sociali e sanitari per avviare un percorso di assistenza. Già una persona vi ha aderito. «Massima attenzione e disponibilità all'aiuto per i deboli» sottolinea Giordani «Questa non è un'amministrazione che ritiene la povertà una colpa né lucra sulla pelle degli ultimi».

Nuove strategie

Attenzione, politiche dedicate ma anche rigore. A mettere in campo le norme decise in consiglio comunale a fine settembre sono in primis gli agenti della polizia municipale che stanno dimostrando «Grande misura e professionalità, senza spettacolarizzazioni o fini propagandistici» aggiunge il sindaco. In stretta sinergia con il settore servizi sociali per mettere a punto nuovi protocolli d'azione, al momento in fase sperimentale.

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