Far luce sulle Dat, convegno dell'ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova

Il 31 gennaio scorso è entrata in vigore la Legge 219/2017 su “Norme in materia di consenso informato e Disposizioni anticipate di trattamento”. Alle domande sul caso tenterà di dare una risposta l'incontro

Il 31 gennaio scorso è entrata in vigore la Legge 219/2017 su “Norme in materia di consenso informato e Disposizioni anticipate di trattamento”, dopo essere stata votata dal Parlamento il 14 dicembre 2017. Cosa è cambiato nella vita lavorativa quotidiana dei medici? Come si stanno modificando le relazioni di cura fra i professionisti, i pazienti e le loro famiglie? In che modo la  legge può aiutare e quali sono invece gli ambiti ancora critici? Quali  discussioni restano ancora aperte,  quali perplessità e quali timori, e cosa è giusto o non giusto fare?

Il convegno

A questi quesiti tenterà di dare una risposta il convegno “Le Dat, dopo questa legge quale medicina?”, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova: l’appuntamento è il 7 giugno alle ore 14.45 nella Sala della Carità (via San Francesco, 61). All’introduzione del Presidente ordinistico, prof. Paolo Simioni, seguiranno gli interventi di Antonella Agnello, Mariassunta Piccinni, Valter Giantin, Franca Benini, Giuliana Simioni, Attilio Dalla Via, Biancamaria Fraccaro, Giustina De Silvestro, Anna Aprile, Corrado, Viafora, Demetrio Pittarello, Vittorina Zagonel, Paolo Benciolini. Si parlerà della legge in tutte le sue sfaccettature, casi clinici emblematici e cure palliative (vedi programma completo).

La legge

“La materia di cui si occupa questa legge è argomento molto delicato, basti pensare alla bagarre mediatica che si è creata attorno ad alcuni casi difficili e complessi presenti nelle cronache degli ultimi anni. Perché questo? Perché la relazione di cura fra medici e pazienti – dichiara il professor Paolo Simioni - chiama in causa non solo la competenza professionale ma anche i vissuti di ciascuno,  i ricordi, il nostro essere professionisti e contemporaneamente persone, individui nella società. In una buona relazione di cura ci devono essere sia il riconoscimento della professionalità e la valorizzazione delle buone pratiche cliniche sia la valorizzazione dell’autodeterminazione consapevole. Infatti riservare al paziente un ruolo attivo, consapevole e collaborativo  può costituire un'opportunità e una ricchezza nella relazione”.

Principi fondamentali

Principi fondamentali quali  proporzionalità dei trattamenti,  equità  di accesso alle cure,  giusto utilizzo delle risorse sono elementi imprescindibili per una buona relazione di cura: questi principi non sono solo di pertinenza  medica, ma ci si deve avvalere  anche  del  diritto, dell’etica, della filosofia.“L’Ordine dei Medici  e degli Odontoiatri  della Provincia di Padova – sottolinea la dottoressa Antonella Agnello, a nome del Comitato scientifico del convegno - ritiene che sia necessario ritrovarsi e riflettere con l'aiuto di un coro a più voci dove diverse professionalità quali giuristi, medici, filosofi, eticisti possano dare il loro contributo. Perché tutto sia calato nella vita reale di ogni giorno si ritiene utile  partire da situazioni vissute, dal racconto  di casi clinici, o meglio, è più corretto dire, dalle storie di vita di pazienti che abbiamo incontrato”.

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