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Un dubbio legislativo rispetto al "decreto dignità", BusItalia non rinnova l'accordo coi controllori

"Molti di loro - ha spiegato il sindacalista Vittorio Rosa di SLS -  hanno pure subito numerose violenze e aggressioni durante il servizio di verificatori sui mezzi pubblici"

Sono stati assunti dopo un corso di formazione, sono entrati in servizio nel giugno del 2017, si tratta in tutto di venticinque controllori. Mesi fa era stato loro assicurato che avrebbero mantenuto il lavoro. Però, a causa di un dubbio legislativo rispetto al cosiddetto decreto dignità, l'azienda ha preferito non assumere questi lavoratori.

Dubbio legislativo

I sindacati hanno immediatamente fatto sapere che è una decisione sulla quale non possono essere assolutamente d'accordo: "Queste sono persone - ha spiegato Vittorio Rosa di SLS -  che hanno dimostrato di saper fare il loro mestiere, hanno dato disponibilità assoluta e sono lavoratori di cui anche l'azienda era soddisfatta, erano stati rassicurati riguardo la loro posizione. Ricordiamo poi che molti di loro hanno pure subito violenze e aggressioni durante il servizio di verificatori sui mezzi pubblici. Nonostante questo il numero di persone che viaggia senza biglietto è sensibilmente calato, il loro lavoro quindi, nonostante i rischi, hanno continuato svolgerlo con molta serietà".

BusItalia

Andrea Ragona, presidente di BusItalia è convinto che a settembre questa situazione sarà chiarita e con molte probabilità si concluderà con un lieto fine. "Noi siamo stati molto contenti del lavoro svolto da queste persone. Voler però capire cosa comportano certi cambiamenti e nuove leggi non credo sia una cosa grave. Poi bisogna considerare che BusItalia Veneto deve comunque stare alle direttive che arrivano dalla sede centrale. Siamo certi che quando questa fase di incertezza legislativa sarà superata tutto si concluderà come è logico che sia". 

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